L’happening di Villa Macherio tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, amministratori delegati del Milan, ed Erick Thohir, presidente dell’Inter, ha sancito il momentaneo addio del club rossonero al progetto del nuovo stadio di proprietà. Come riporta Repubblica nella sua edizione odierna, durante il vertice sono state poste le basi per una convivenza a San Siro (foto by InfoPhoto) che andrà oltre quella che fino a poche settimane fa sembrava la data ultima, ovvero il giorno della finale di Champions League del 2016.

Che l’Inter avesse intenzione di restare nello storico impianto milanese non era un mistero. La vera novità è che vi rimarrà a tempo indefinito anche il Milan: al momento, infatti, le ambizioni di Lady B hanno dovuto fare i conti con l’aspra realtà dei fatti. Burocrazia bizantina ed elevatissimi oneri economici e urbanistici per le aree di interesse (Expo, ma anche caserma di via Perrucchetti) hanno costretto il club di via Aldo Rossi a riporre momentaneamente nel cassetto il progetto del nuovo stadio a firma Fabio Novembre.

E così, ci si torna a concentrare sull’esistente, sull’immarcescibile Meazza che dovrà essere vestito a festa in occasione dell’atto finale della Champions League 2016, con l’ammodernamento dei servizi igienici e l’ampliamento degli sky box e dell’area hospitality al primo anello arancio: robetta da 20 milioni di euro. Barbara ha promosso l’idea di introdurre uno show prima e dopo ogni partita, all’insegna del buongusto all’americana. Thohir ha replicato con la sua visione di un ritorno al futuro, ovvero al passato: un San Siro senza terzo anello, come era stato fino ai lavori per Italia 90, e con una capienza ridotta a 50-60mila posti.

Facce sorridenti, comunicato congiunto, strategie condivise. Milan e Inter si preparano alla nuova vita insieme, che é poi quella vecchia.