La strada che porterà il Milan a dotarsi di un nuovo stadio non è ancora stata percorsa nemmeno per un metro, ma perlomeno ora c’è un percorso tracciato: salvo complicazioni burocratiche, sempre in agguato quando si parla di impianti di proprietà, la manifestazione di interesse che il club rossonero ha depositato sabato mattina, a poche ore dalla scadenza del bando indetto dalla Fondazione Fiera per le aree relative al Portello, è la pietra angolare del progetto concepito da Barbara Berlusconi e da Arup, società che ha già firmato, tra le altre cose, l’Allianz Arena. Un progetto che porterà il Diavolo ad avere una tana tutta per sé, e nuova di zecca, nel giro di tre anni.

Come sarà il nuovo stadio del Milan

Due le parole d’ordine attorno alle quali ruota il progetto: sostenibilità e innovazione. Non si tratta di costruire un semplice stadio, ma di trasformare l’area del Portello in una sorta di cittadella sportiva rossonera. L’impianto sorgerà nei pressi di Casa Milan, la splendida sede voluta da Barbara Berlusconi, e sarà contornato da un albergo, ristoranti, un parco giochi e addirittura un liceo sportivo. Niente edifici residenziali e di conseguenza, almeno a parole, nessuna speculazione edilizia. Per ingolosire il Comune, dunque, il Milan ha puntato sulla riqualificazione di un intero quartiere, da rendere vivibile e appetibile sette giorni su sette; e il fatto di poter creare un migliaio di posti di lavoro verrà certamente considerato positivamente.

Il nuovo stadio non sarà un San Siro-bis. Le dimensioni saranno decisamente ridotte, sia per quanto riguarda l’impatto dall’esterno (il terreno di gioco sarà di fatto sotto il livello del suolo e l’altezza massima delle tribune non supererà i 30 metri, contro gli attuali 60 di San Siro), sia per quanto riguarda la capienza: 48mila posti tutti a sedere, estendibili a oltre 50mila per renderlo eleggibile per una finale europea, con tanto di copertura mobile tipo Amsterdam Arena. Su questo punto è legittimo sollevare qualche perplessità: la media-spettatori del Milan, negli ultimi anni, è drasticamente scesa, ma questo lo si deve esclusivamente alla mediocrità della squadra. Finché la squadra è stata più che competitiva, la media-spettatori si è tenuta costantemente attorno a quota 60mila, senza considerare i big match per cui si arriva facilmente agli 80mila spettatori. L’impianto sarà a impatto zero anche per ciò che riguarda le emissioni sonore, grazie all’utilizzo di materiali fonoassorbenti, e sorgerà nei pressi di una fermata della nuova metropolitana M5, in modo da minimizzare il traffico nella zona prima e dopo gli eventi sportivi. Il tutto costerà 300 milioni di euro circa, la cui copertura verrà garantita da diversi sponsor, primo fra tutti Emirates, a cui dovrebbero andare i naming rights. Si calcola che il nuovo stadio farà incrementare il fatturato del 20-25%.

A fine marzo, Fondazione Fiera darà il suo responso: la proposta di via Aldo Rossi non è l’unica, ce ne sono altre quattro, ma la sensazione è di grande ottimismo. Il sogno di Barbara sta prendendo forma e il 2018 non sembra affatto così lontano.

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