L’elezione del nuovo presidente della Figc, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, si terrà l’11 agosto. Manca poco ormai, anche se una cosa appare chiara: più ci avviciniamo alla data prevista e meno chiaro e deciso appare lo schieramento dei club italiani. In tanti, certo, appoggiano ancora Carlo Tavecchio, ma sta crescendo il fronte del #notavecchio e quello del non appoggiare né l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, né il suo antagonista Demetrio Albertini. Risultato: si spera nell’intervento del presidente del Coni, Giovanni Malagò, pronto a commissariale la Federazione.

Ora, però, mi permetto di fare un ragionamento più ampio ed analizzare gli errori fatti fin qua da Albertini e Tavecchio. Comincio dal più giovane perché ha una sola colpa: quella di essersi fatto travolgere dall’ondata #notavecchio senza una vera presa di posizione, senza aver fatto mai la voce grossa e, permettetemelo, senza aver mostrato gli attributi. Punto. Immobile, poco attivo e cattivo, come servirebbe in questo caso. Più ampio il discorso su Tavecchio.

Abbiamo già detto mille volte della sua frase razzista (CLICCA QUI PER RIVIVERE TUTTO L’ACCADUTO), delle sue scuse e di tutto quello che è il suo curriculum, sportivo e non. Ora, però, caro Tavecchio mi faccia esprimere un pensiero: prendo a prestito il film con Robin Wright e Kevin Costner per rivolgerle tutte “Le parole che non ti ho detto”. Prima di tutto, non ci prenda in giro quando dice “Proporrò un consigliere antirazzismo, sarà un ex calciatore”. Il primo ad essere travolto sarebbe lei, lo sa? E poi, un ex calciatore: ma se li ha sempre allontanati in ogni scelta che ha fatto! E che dire della gaffe “Qui gioca chi prima mangiava banane”? Senza voler rivangare troppo il passato, ma ci ricordiamo che Tavecchio ha anche declassato le donne (“Si riteneva fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio”)? Non riesco a trovare dei punti a favore di questo contrattacco, caro Tavecchio. No, mi spiace, io non le credo quando dice “Mi sono occupato di integrazione e continuerò a farlo…” oppure “Proporrò la nomina di un consigliere delegato alla lotta contro la discriminazione razziale per favorire l’integrazione…”; e ribadisco quello che già ho detto tante volte. Lei non sarà mai il mio presidente Figc, impari prima dalla lezione di Samuele Bersani (CLICCA QUI PER RILEGGERE SUL BINOMIO BERSANI-TAVECCHIO). Se poi il Consiglio la voterà, buon (duro, durissimo) lavoro.