Chiuso il capitolo sul nuovo presidente della Figc, si apre ora il tormentone legato al nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, che dovrà prendere in mano l’eredità di Cesare Prandelli e soprattutto ricostruire una squadra sulle macerie del Mondiale di Brasile 2014. Impegno non semplice, per questo serve una persona esperta, capace di gestire le rappresentative nazionali e con tanto pelo sullo stomaco. Identikit che risponde appieno al nome di Alberto Zaccheroni.

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In precedenza, come noto, il nome caldo portato avanti da Carlo Tavecchio in campagna elettorale era quello di Antonio Conte. L’ex tecnico della Juventus, a conti fatti, era l’uomo principalmente indiziato per ricoprire questo ruolo: giovane, con tanta voglia di fare, vincente e con una forte personalità. Ma è stato lo stesso Antonio Conte ad allontanarsi da questi discorsi, complice anche una presa chiara di posizione dello stesso sulla sua volontà di voler allenare ancora squadre di club. Eliminato dalla lista anche Roberto Mancini, ritenuto troppo costoso e poco idoneo. La soluzione migliore rimane dunque quella di Alberto Zaccheroni, che tanto bene ha fatto alla guida del Giappone (i nipponici sono stati una delle formazioni che meglio hanno giocato ai recenti mondiali) e che si accontenterebbe di un ingaggio entro i canoni della Figc. Dunque, spazio a Zaccheroni, con Francesco Guidolin seconda scelta molto distaccata. Bisogna ricominciare, si riparte da chi ha vissuto a lungo su panchine importanti (Milan, Juve, Lazio tra le altre) e ha voglia di fare bene per il suo paese.

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