Carlo Tavecchio incassa un primo no. Anzi, incassa un “ci penserò” che sa tanto di no gentile. Antonio Conte molto difficilmente sarà il prossimo commissario tecnico della nazionale italiana. Il neo presidente della Figc, dunque, comincia il suo percorso nel peggiore dei modi: doveva decidere per il nuovo ct e dare una guida tecnica ad una squadra che, da 50 giorni, si autogestisce (fortunatamente non ci sono state gare ufficiali). Il tempo scorre, il 9 settembre si va in Norvegia per la prima sfida di qualificazione agli Europei 2016. Dunque, che si svegli caro Tavecchio.

Ma veniamo alla cronaca spicciola. Antonio Conte ha risposto no alla proposta di Tavecchio. Tante le divergenze: prima di tutto, l’ingaggio. Conte sarebbe anche disposto a ridurselo, ma non a dimezzarselo rispetto a quanto percepiva alla Juventus (quasi 3 milioni di euro). Inoltre, il tecnico pugliese aveva chiesto assolutamente carta bianca per riorganizzare il lavoro di tutte le Nazionali, non soltanto di quella maggiore. Cose che non hanno trovato d’accordo Tavecchio: “Da stamattina alle sette sto lavorando. Ho sentito Conte e altri tre-quattro – ha ammesso – Se ho ricevuto una risposta? No, altrimenti ve l’avrei detto. Come mi è sembrato Conte? Una persona perbene, non posso dire di più”.

Alternative: Alberto Zaccheroni, Francesco Guidolin e Luciano Spalletti attendono, mentre Roberto Mancini non sarebbe gradito a Claudio Lotito, principale sponsor di Tavecchio. A Conte è stato offerto un contratto biennale, fino agli Europei di Francia 2016, con 1.3 milioni netti a stagione più bonus (ECCO PERCHE’ ANTONIO CONTE NON E’ LA PERSONA GIUSTA PER ESSERE IL NUOVO CT DELLA NAZIONALE ITALIANA). Lunedì primo consiglio federale dell’era Tavecchio: per quel giorno ci sarà l’annuncio del nuovo ct, che siederà in panchina già nell’amichevole contro l’Olanda del 4 settembre.