Antonio Conte ha smentito le voci che lo vorrebbero quale nuovo allenatore del Milan a giugno al posto di Filippo Inzaghi. L’attuale commissario tecnico della nazionale italiana, infatti, che nella giornata di lunedì ha ricevuto per la terza volta consecutiva la Panchina d’Oro, ai microfoni di Sky ha seccamente smentito di essere mai stato contattato dal club rossonero e nella fattispecie da Silvio Berlusconi: “E’ una bugia, nessuno mi ha cercato nel modo più assoluto – ha tenuto a precisare Conte, spesso dato per prossimo sposo al Milan ma che, per ora, si mantiene sano e saldo sulla panchina della nazionale italiana – in questo momento il mio grande in bocca al lupo va ad Inzaghi. Abbiamo passato tutti dei momenti così, tieni duro Pippo”.

Il discorso si è poi spostato sulla nazionale italiana. Un percorso complesso, ad ostacoli, ma Antonio Conte ha le idee ben chiare su quello che deve essere il suo lavoro e su come raggiungere gli obiettivi: “Voglio che la Nazionale diventi una squadra – prosegue da Coverciano, teatro storico dell’assegnazione della Panchina d’oro - è questo l’unico modo che abbiamo per essere competitivi rispetto ad altre compagini che al momento ci sovrastano sotto molti punti di vista”.

Non poteva mancare di certo un commento sull’attuale campionato, che con tre mesi di anticipo sembra ormai già chiuso: “Pensavo che potesse essere un torneo più combattuto, invece chi doveva provare a strappare lo Scudetto alla Juventus ha trovato una serie di difficoltà lungo il cammino – il pensiero dell’ex tecnico della Vecchia Signora – la Juve ha un qualcosa in più rispetto alle altre dal punto di vista non solo tecnico, ma anche sotto il profilo tattico, mentale, a livello di cattiveria e concentrazione. Se posso lanciare un allarme è quello legato al fatto che giocano pochi italiani, a volte vedi partite nelle quali non ce ne sono in campo”.