UPDATE: E’ ufficiale, Martino è il successore di Vilanova, il neo-allenatore ha firmato un contratto biennale.

Dopo le dimissioni di Tito Vilanova, che ha purtroppo alzato bandiera bianca per la recidiva del tumore, il Barcellona ha già trovato il suo successore. Sulla panchina dei catalani andrà a sedere l’argentino Gerardo Daniel «Tata» Martino. Manca solo l’ufficialità da parte del club ma tutta la stampa iberica ha già dato l’operazione per conclusa.Il 50enne ex tecnico del Newell’s Old Boys ha firmato un contratto triennale raggiungendo l’accordo da Buenos Aires. Dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni ma non siederà in panchina mercoledì nell’amichevole di lusso contro il Bayern Monaco del grande ex Pep Guardiola.

Martino è una vecchia conoscenza italiana visto che ai Mondiali 2010 ha guidato il Paraguay nello stesso gruppo dell’Italia, tornata mestamente a casa dopo la fase i gironi a differenza dell’Albirroja che ha raggiunto i primi storici quarti. L’anno successivo arriva in finale di Copa America persa contro l’Uruguay dopo aver eliminato il Brasile. Un palmarés che vanta un titolo con i Newell’s Old Boys e quattro campionati in Paraguay.

Allievo dell’ex ct argentino Marcelo Bielsa, sposa i valori della serietà, dell’etica e dell’onestà praticando un calcio molto offensivo. Tutte motivazioni determinanti nella scelta fatta dal Barça. Il suo sponsor principale sarebbe nientemeno che Lionel Messi. Il padre Jorge, anche agente della Pulce, adora Martino e avrebbe detto ai dirigenti blaugrana che solo con il tecnico argentino suo figlio non avrebbe pensato all’ingaggio di Neymar. Quanto basta per convincere tutti.

Il suo credo si adatta perfettamente allo stile blaugrana: “Voglio squadre protagoniste, che non aspettano, aggressive nel recupero del pallone, possibilmente alto. Niente spazio per la speculazione: se si deve difendere, lo si fa perché stanno giocando in attacco gli avversari” riporta il Corriere. Il vulcanico allenatore ha dato negli ultimi anni un freno ai suoi impulsi: «Non mi piacciono le celebrazioni eccessive e litigo sempre con quelli che saltano i tabelloni o si aggrappano alle recinzioni. Mi piacciono solo le cose veramente spontanee». I giocatori sono avvertiti.