All’avanguardia, sicuri, belli da vedere e vivere. Il calcio italiano pronto ad abbracciare i nuovi stadi, seppur con colpevole ritardo rispetto ad altri campionati d’Europa. Ma, come si dice, meglio tardi che mai.

In principio fu l’Inghilterra, dove le stragi di Bradford (1985) ed Hillsbrough (1989) convinsero le autorità che era ora di mandare in pensione i vecchi e fatiscenti impianti e dare vita ad una nuova era. Costruirne nuovi o, al massimo, rimodernare dove possibile quelli già presenti.

ITALIA ’90

In tal senso, in Italia è stata fallita la straordinaria occasione dei mondiali del ’90. Al netto dei vari scandali che coinvolsero la costruzione delle grandi opere dell’epoca, furono diversi gli impianti a deludere le aspettative. Il Delle Alpi (dove c’era bisogno di un binocolo per guardare una azione di gioco dagli spalti) ed il San Paolo, con le loro maledette piste d’atletica, sono solo alcuni esempi di una opportunità mancata.

JUVENTUS STADIUM

Nel belpaese la Juventus è stata la capofila di una rivoluzione. Uno stadio nuovo di zecca, di proprietà, in grado di diventare una tana che intimidisce i rivali. Nello Juventus Stadium (costato 120 milioni di euro più 30 per i diritti di superficie) i bianconeri hanno sin qui disputato quattro campionati, tutti vinti. Sulla scia della Vecchia Signora, diversi club hanno deciso di costruirsi una nuova casa (o restaurare la vecchia)

UDINESE

Il club friulano ha costruito un nuovo impianto sulle ceneri del vecchio Friuli. I costi di ristrutturazione sono stati di 25milioni di euro e saranno completati nei prossimi mesi. La capienza è di 25mila posti (espandibili a 35mila in occasione di grandi eventi). Il club friulano, nel 2012, ha avuto il diritto di superficie dello stadio per i prossimi 99 anni.

SASSUOLO

E qui occorre fare un passo indietro. Perché il Mapei Stadium di proprietà del Sassuolo è l’ex Giglio, che ospitava le gare della Reggiana, il primo club in assoluto a fare in Italia un discorso relativo a stadi di proprietà del club. Il Mapei Stadium conta 23700 posti, e fu acquistato per 3,75 milioni di euro all’asta del fallimento della Mirabello 2000 dal gruppo di Giorgio Squinzi.

PALERMO

Sin qui abbiamo parlato di impianti esistenti. Ora passiamo alla categoria sogni. Concreto quello del Palermo. A breve inizieranno i lavori in una zona attigua al quartiere Zen. Un megaimpianto da 35mila spettatori, che integrerà campi di gioco e foresteria per ils ettore giovanile, nonché un centro commerciale, ristoranti e negozi dove potrà essere acquistato merchandising rosanero. Il propototipo dell’impiento ultramoderno, da vivere sette giorni su sette, a prescindere dall’evento sportivo. I lavori saranno diretti dall’architetto Gino Zavanella, la cui mano ha aiutato a costruire anche lo Juventus Stadium.

MILAN

Si èdato una mossa anche il Milan. il club rosanero ha ricevuto i primi ok per la costruzione dell’impianto in zona Portello che costerà circa 300 milioni di euro. Metà dei soldi dovrebbero arrivare da sponsor, un’altra metà da un bond acceso presso una banca nordamericana.

INTER

E se il Milan emigra, l’Inter gongola. Thohir già sogna San Siro tutto per sé ed ha in mente unn piano per quello che considera “uno degli stadi più belli del mondo. Ma va rimodernato. E per questone abbiamo già parlato con il Comune”.

ROMA

La stagione 2016/2017 potrebbe essere quella dell’emigrzione della Roma verso il nuovo impianto da 52mila posti in zona Tor di Valle. Anche in questo caso si parla di una struttura che integra negozi, musei sportivi, ristoranti,in grado di dare al tifoso un nuovo livello di esperienza. La posa della prima pietra è slittata, ma potrebbe arrivare entro la fine di quest’anno.

LAZIO

Lo “Stadio delle Aquile” è il grande sogno di Claudio Lotito. Se ne è parlato spesso. “E’ un progetto per nulla abortito, stiamo facendo delle valutazioni“, le parole del presidente biancoceleste. Nel 2009 il primo tentativo, ma i terreni individuati, sulla Tiberina, erano a rischio esondazione. Ora pare che il club biancoceleste si sia concentrato su 100 ettari di terreni a Prima Porta.

NAPOLI

Finalmente anche il club azzurro si è deciso a dare una sistemata al sempre più fatiscente Stadio San Paolo. “Se il Comune non ci creerà problemi, i lavori partiranno entro la primavera del 2016 e saranno effettuati a mie spese. Per fine maggio attendiamo l’ok delle autorità“, le parole di De Laurentiis.

PESCARA E BARI

Lavori di ristrutturazione in corso anche per uno dei dinosauri di Italia ’90, il San Nicola. L’Adriatico di Pescara subirà a breve un restyling consistente che lo farà diventare all’inglese. Via la pista d’atletica e spalti per una capienza di 25mila posti a ridosso del terreno di gioco. All’esterno cinema e negozi.