ROMA – Prima giornata del 50° Trofeo Sette Colli spettacolare, se rapportiamo le prestazioni odierne (degli italiani e dei molti grandi nomi stranieri presenti) al carico di lavoro cui si sono sottoposti in questo periodo, con la preparazione finalizzata esclusivamente ai Mondiali di Barcellona 2013, dal 27 luglio al  4 agosto. Nessuno può essere  brillante in acqua, oggi, e nessuno ha effettuato uno scarico “vero” in vista di questa manifestazione…

Undici finali, nella solita, meravigliosa cornice della piscina del Foro Italico, di fronte a una giornata spettacolare. Peccato solo per una presenza di pubblico non troppo numerosa, ma anche comprensibile dato comunque che si tratta di un giorno lavorativo, con le gare al via dalle 17.00, e l’ingresso non più libero, come nel recente passato e portato invece a 10 euro al biglietto.

Lo spettacolo in acqua, tenuto conto delle premesse di cui sopra, lo hanno regalato soprattutto Fabio Scozzoli, Camille Muffat e un Matteo Rivolta capace, nei 100 delfino, di tenersi dietro il vice-campione olimpico di Londra, il russo di stanza a Caserta, Evgeny Korothyskin e un pluri-medagliato, quale l’ungherese Laszlo Cseh.

Ma andiamo con ordine: la 1a giornata del trofeo Sette Colli era importante perché metteva in palio, per alcuni atleti azzurri, le ultime chance di qualificazione mondiale. E da questo punto di vista le cose non sono andate benissimo in casa Italia, perché le prestazioni migliori sono venute da atleti che avevano già in tasca il biglietto per la Catalogna (con Federica Pellegrini che ha centrato il pass sui 400 sl, nuotando in 4’07”37, il tempo limite era 4’08”00, ma in Spagna non nuoterà questa gara, individualmente la vedremo solo nei 200 dorso), mentre la sola Martina Caramignoli, sui 1500sl, proprio all’ultima gara di giornata, s’è migliorata di 6” e ha centrato il pass, chiudendo dietro la danese Friis in 16’11”68, secondo tempo italiano della storia (il limite era posto a 15’15”00); altri, quali Pizzetti, Guzzetti, Di Pietro, Pizzamiglio ecc., hanno sfiorato il tempo limite, ma non l’hanno raggiunto. Il che non significa che non verranno portati in Spagna, perché alla fine le decisioni le prende il dt Butini, di concerto con gli altri allenatori, e non solo in base ai tempi, ma è anche vero che altre chance non ci saranno, nonostante le imminenti Universiadi e i Giochi del Mediteraneo. Il Sette Colli, come stabilito da tempo, era l’ultimo meeting nel quale cercare i pass iridati. E tale rimarrà. Al momento sono 12 gli atleti qualificati a livello individuale (Pellegrini, Scozzoli, Dotto, Pirozzi, Bianchi, Paltrinieri, Detti, Caramignoli, Orsi, Rivolta, Pesce, Turrini).

E allora, nel dettaglio, Arianna Barbieri ha vinto i 50 dorso in 28”44, lontano dal 28”20 di qualifica; seconda Elena Gemo, quarta Carlotta Zofkova; sulla stessa distanza maschile, successo del “modello” Camille Lacourt in 24”68, record dei campionati e secondo crono mondiale del 2013, con Stefano Mauro Pizzamiglio  a 25”20, con il tempo qualificazione fissato dalla FIN a 24”90… Non è detto che alla fine non venga comunque “ripescato” per il discorso che facevamo prima. Magari lo sapremo già in questi giorni, qui a Roma.

Sui 100 farfalla fa sempre piacere vedere Ilaria Bianchi toccare davanti a tutte, perché la simpatica bolognese non sbaglia un colpo, quando c’è da vincere. Certo, parole sue, “mi aspettavo un tempo migliore del 58”49, speravo di scendere sotto i 58”. E lo sperava anche il mio allenatore. Resto comunque sempre molto fiduciosa, tutto il lavoro fatto finora è andato bene ed è comunque finalizzato ai Mondiali di Barcellona. Poi vedremo là come andrà“. Dietro Ilaria, in finale, ben tre ungheresi, Verraszto e Jakabos a pari merito, Szilagyi quarta.

Poi, ecco le finali sui 100 rana: bravissima Michela Guzzetti, vincitrice in 1’08”12, con passaggio a 32”22, record personale e tempo limite sfiorato (era 1’07”60). Basta però per qualificarla alla staffetta mista, assieme a Pellegrini (a stile) e Bianchi (a farfalla) già presenti, e quindi, di fatto, equivale comunque a un pass anche per la gara singola.

Ancora meglio Fabio Scozzoli sulla “sua” distanza: in questo periodo, scendere sotto il minuto è un risultato notevole, ed era quello che il campione del mondo in corta di aspettava; eccolo toccare per primo in 59”95 (passaggio a 28”28, buono), con Andrea Toniato (classe 1991), secondo a 1’00”52, in fondo non lontano dal tempo per Barcellona, 1’00”’20. “I rimpianti saranno sempre tanti per la finale di Londra – ha esordito Fabio – ma è inutile piangere sul latte versato, anche se so quanto avrei potuto dare in più. Mi piace pensarci e farne tesoro, farci un sorriso. Non si può più fare niente per quella gara, si può solo continuare a impegnarsi per fare meglio, arrivare al prossimo appuntamento importante e ridurre le possibilità di errore. Perché non sbagliare è impossibile. Cosa cambierò a Barcellona rispetto a Londra? Niente, perché la strada è sempre stata quella giusta. Vero, io ho sbagliato la finale olimpica, ma la condizione c’era. E’ stato solo un gradino in cui sono inciampato, nessuno è perfetto. Rispetto alla scorso anno sono già avanti sulla tabella di marcia, lo scorso anno qui nuotai in 1’00”40, più o meno, non ricordo benissimo, per cui quello di oggi è un buon tempo. Cerchiamo di rimanere sempre su quest’onda e cerchiamo di arrivare a Barcellona per abbattere il muro dei 59”. Il mio segreto? L’Entusiasmo”. 

Sui 50sl bella vittoria di Florent Manaudou, il campione olimpico, in 21”80, con Dotto quarto in 22”25. Tra le donne, imperiosa la campionessa olimpica olandese, Ranomi Kromowidjodjo, prima in 24”41 davanti alle connazionali Dekker e Heemskerk. Quarta un’ottima Silvia Di Pietro, al personale in 25”45, non lontanissima dal 25”20 che serviva per la qualificazione e dal record italiano di 25”18 (Cristina Chiuso), che resiste da Budapest 2006, pur senza dimenticare che nella velocità abbassare il proprio limite anche solo di un decimo è impresa ardua. La romana, dagli ultimi assoluti, non ha più nuotato a delfino, e domani, sui 100sl, cercherà il pass soprattutto in chiave staffetta: “Mi sono preparata più sullo stile, per questa stagione di fatto ho un po’ accantonato il delfino. Ma conto assolutamente di riprenderlo. Gareggerò comunque almeno sui 50 farfalla. E’ vero, sì, ho nuotato il mio personale sui 50sl, ma mi aspettavo qualcosa meno… Vediamo domani sui 100sl. Comunque, nuotare con atlete così forti come le olandesi, è davvero un’altra cosa. Ti stimolano tantissimo, meglio affrontare sempre gente più forte. Ti aiuta. Ho cambiato qualcosa quest’anno, negli allenamenti. Sono ritornata a lavorare in palestra, dopo due anni in cui non avevo potuto, causa infortunio alla spalla. Non avevo mai fatto palestra seriamente, solo corpo libero. Quest’anno abbiamo fatto un lavoro anche buono e sono convinto che porterà i suoi frutti, magari più avanti, per ora li ha portati sullo stile libero”. 

Ed eccoci ai 400sl: Camille Muffat, campionessa olimpica, ha dominato come da copione, con il solito passaggio a metà gara sui 2’00 netti (2’00”21 per l’esattezza), ormai è diventata un metronomo da questo punto di vista: ha chiuso in 4’02”64, record del Sette Colli. In zona mista le abbiamo chiesto del record del mondo di Federica Pellegrini, 3’59”15, risalente a Roma 2009: “Difficile possa cadere a Barcellona – ci ha risposto -. Potrei anche riuscire a nuotare in 4’01” o persino 4’00 ai Mondiali, ma scendere sotto quella barriera sarà quasi impossibile, in Spagna, fra un mese e mezzo. In futuro, vedremo“.  Seconda Coralie Balmy in 4’05”73, terza una buona Federica Pellegrini in 4’07”37, con accelerazione finale non prevista per lasciarsi dietro Lotte Friis, la danese che l’aveva preceduta a Londra. “Sono contenta del tempo – ha detto la primatista e iridata di Roma e Shanghai – un anno fa per la preparazione olimpica feci 4’06” qui al Settecolli. La Muffat non l’ho vista…, ma ho battuto la Friis che mi aveva preceduta a Londra, è una piccola rivincita“. Sabato Fede nuoterà i 200 dorso, la gara in cui cercherà di divertirsi a Barcellona. Oggi è stata premiata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Nei 400sl maschili, ha vinto Samuel Pizzetti in 3’49”14. Il tempo per la qualificazione mondiale era 3’48”00 netto, ma il lodigiano è comunque il migliore degli italiani su questa distanza. Per cui…

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