ROMA – Seconda giornata del 50° Trofeo Sette Colli avara di soddisfazioni per l‘Italia, almeno per quel che riguarda i tempi di qualificazione mondiale. Nessun azzurro, infatti, ha centrato il pass iridato, mentre nell’ultima gara di giornata ha brillato ancora una volta Fabio Scozzoli, già tranquillamente in possesso del biglietto aereo per la Spagna, capace di vincere i 50 rana, specialità in cui è vicecampione del mondo in carica in vasca lunga e iridato in quella da 25m, con il 3° crono del 2013, 27”31. Ancora una volta sottolineiamo il fatto che Fabio è sicuramente più in forma di quanto non fosse un anno fa, nello stesso periodo, in vista dei Giochi Olimpici, e che riesce a nuotare tempi di profilo mondiale anche sotto pieno carico, come era in grado di fare anche una certa Federica Pellegrini al top della carriera. Il che ovviamente ci fa ben sperare per la rassegna iridata catalana.

Niente da fare, invece, per tutti gli altri atleti italiani, anche se poi non sono mancate vittorie e podi nella giornata odierna. Nei 200 farfalla la “solita” ungherese Zsuzsanna Jakabos ha confermato la sua ecletticità, vincendo in 2’08”19 pochi minuti prima di conquistare poi anche i 400 misti in 4’38”82. Stefania Pirozzi, sui 200 farfalla, ha chiuso in 2’10”26. Sulla stessa distanza, al maschile, ha trionfato un altro magiaro, Bence Pulai, in 1’58”46, con Pavone a ’158”65.

Nei 100 dorso donne aspettavamo un acuto da Arianna Barbieri ed Elena Gemo, dopo il discreto 1’01”45 nuotato al mattino dalla padovana vice-campionessa europea sulla distanza, un anno fa a Debrecen. Niente da fare: la bella portacolori delle Fiamme Gialle ha sì vinto la gara, nuotando però in 1’01”42 (passaggio a 29’66”), lontano dall’1’00”30 richiesto per la qualificazione. Arianna si è distesa bene per 75 metri dopo un’ottima prima vasca, le è mancato qualcosa solo nel finale: “Non sono per niente contenta. Appena sono arrivata e ho visto il tempo, ho detto una parolaccia che non posso ripetere assieme ad Elena Gemo, che condivideva in pieno le nostre sensazioni. Non ero al 100% fisicamente, ma non lo dico per trovare una scusa. Speravo comunque di riuscire a nuotare sul minuto netto, ma non è andata così. Vedremo ai Giochi del Mediterraneo, magari qualcosa meno riusciamo a fare anche se questo era l’ultimo appuntamento per ottenere la qualificazione ai Mondiali, secondo le direttive della Federazione. Se dovessi farcela fra qualche giorno, poi non so cosa potrà succedere. Decideranno, nel caso, i responsabili“. Anche perché in ottica staffetta mista adesso la situazione si complica, senza Arianna: Guzzetti, Pellegrini e Bianchi garantiscono il posto a rana, stile e farfalla, ma senza una “vera” dorsista bisognerebbe dirottare Federica sui 100 dorso (e lei nuota soprattutto i 200) per puntare poi su Alice Mizzau nella frazione a stile. Staremo a vedere.

Discorso simile in campo maschile, dove, sulla stessa distanza dei 100 dorso, si è imposto Camille Lacourt in 54”08, con Mirco Di Tora a 54”79 (il tempo limite per i Mondiali era 54”00). Considerato che la staffetta 4×100 mista, con Scozzoli, Dotto e Rivolta, è assolutamente competitiva almeno per un ingresso in finale, non avrebbe senso lasciare a casa un dorsista, ovviamente, ma né Milli (54”73 agli Assoluti primaverili) né appunto Di Tora (54”79) hanno timbrato il crono necessario. Cosa succederà?

Sui 400 misti, detto del trionfo della Jakabos tra le donne, dominio ungherese anche tra gli uomini, con Verraszto primo e Cseh terzo, in mezzo un buon Turrini. Niente da fare per Luca Marin, che non ha centrato il 4’15”00 richiesto dalla Fin, nuotando 4 secondi oltre. Luca: “E’ andata male, ma non perdo le speranze. E’ la prima volta che non mi qualifico, e dal 2004 sono sempre stato presente ai grandi appuntamenti, centrando finali e medaglie. Non sarebbe giusto lasciarmi a casa adesso“, ha detto il siciliano, stamattina decisamente più loquace su altri argomenti…

Nei 100 stile la bi-campionessa olimpica (nella foto FIN), l’olandese Ranomi Kromowidjodjo, ha concesso il bis dopo essersi presa ieri i 50sl, nuotando in 53”89, una passeggiata per lei che detiene il record dei campionato in 53”09. Alice Mizzau si è fermata a 55”48 dopo un passaggio ai 50 in 27”00.

Niente da fare neanche sui 200sl, dove Belotti, Maglia, D’Arrigo e Di Giorgio, praticamente la 4×200 sl al completo tranne Filippo Magnini (per altro già qualificata comunque ai Mondiali) non hanno centrato il pass individuale. Infine i 50 rana con la grande prestazioni di Fabio Scozzoli, indubbiamente, assieme a Matteo Rivolta, l’azzurro più informa e pimpante in questo Trofeo Sette Colli.

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