MILANO - Colazione… non da Tiffany, ma al bar/pasticceria Pavè, dalle parti di viale Tunisia, a Milano, per brioches e quattro chiacchiere con uno dei campioni del nuoto azzurro, a poco più di un mese dai Mondiali in vasca lunga di Barcellona (28 luglio-4 agosto). Luca Dotto (foto LaPresse) da Camposapiero (Padova), 23 anni, tesserato per Forestale e Larus, “marchiato” Arena, vice-campione del mondo in carica sui 50sl, ma anche (se non soprattutto) ottimo centista, atleta predestinato a palcoscenici importanti da sempre, è in forma, sereno e carico come una molla in vista del grande appuntamento stagionale, cui arriverà passando anche dalla 1a tappa del Circuito Marenostrum, a Montecarlo, dal Sette Colli a Roma, dalla SwimmingCup del 2/3 luglio, quest’anno divisa tra l’Harbour Club di Milano (primo giorno) e il Palazzo del Nuoto a Torino (secondo giorno).
Idee chiare per Luca, staffetta in primis: “La staffetta 4x100sl, mai come quest’anno per me, parte con aspettative… non dico diverse, perché non sarebbe vero, dico “più umili”. Testa bassa, niente proclami, niente “spacchiamo tutto”. Sappiamo che siamo da finale, perché i tempi che riusciamo a nuotare dicono così, stop. L’anno scorso venivano dal quarto posto di Shanghai 2011, dove era possibile vincere una medaglia, e pensavamo di poter ripetere almeno un’altra grande prestazione a Londra. E invece abbiamo fallito clamorosamente. Quindi son sicuro che quest’anno faremo bene a partire tranquilli e poi vediamo. Se non arriviamo neanche in finale, beh, allora è meglio che smettiamo di nuotare…“.
A livello individuale, lei ha un argento iridato da difendere, sui 50m sl…
Sono realista: sarà dura, molto dura. Anche quest’anno, qui lo dico e non lo nego, come preparazione stiamo puntando sui 100sl. Quella è la mia gara e con Claudio abbiamo le idee molto chiare su quello che è il nostro percorso da qui a Barcellona. La finale che conterà sarà quella sui 100sl, devo riuscire a far di tutto per essere tra quelle otto corsie, e poi, si sa, in quella gara, la più attesa e carica di tensione, ci si può giocare tutto sempre e comunque, anche se magari i favoriti sono/saranno altri. C’è il fenomeno, c’è il numero uno che può vincere tranquillamente, ma per gli altri due posti sul podio sarà battaglia. Lì sopra ci sale chi è il migliore in quel momento a sfruttare la situazione“.
Londra è alle spalle?
Il clima in Nazionale agli ultimi Europei e Mondiali in corta era buonissimo. Nervosismo, delusioni, una parola di troppo ci possono anche stare quando non arrivano le medaglie. Ma tutto è stato chiarito e adesso pensiamo solo a nuotare“.
Una parola sulla fine del rapporto sentimentale tra Magnini e Pellegrini?
Mi dispiace perché li vedo/vedevo bene come coppia insieme, però io francamente sono uno che si interessa poco a queste cose, penso siano affari privati delle persone coinvolte. L’unica cosa è cambiata tra loro e una coppia di fidanzati normali, con i suoi momenti difficili, capita a tutti, è che sono giornalmente messi sotto i riflettori“.
Filippo Magnini purtroppo agli Assoluti ha fatto fatica.
Normale, passare da Rossetto a Lucàs non è facile, perché hanno metodi di lavoro completamenti diversi. Ma di sicuro i frutti si vedranno più tardi. Sono certo che Magnini sarà al top per la staffetta iridata di Barcellona“.