Nell’attesa audizione alla commissione Cultura e Sport al Senato, Virginia Raggi ha motivato il No alla candidatura per i Giochi 2024.

INSOSTENIBILITÀ

“Non c’è alcun tipo di sostenibilità per questi eventi” – la spiegazione del sindaco di Roma – “Evidenze storiche ci dimostrano come gli investimenti che tanto il Cio quanto i governi quanto le città dovevano sostenere per ospitare le Olimpiadi non erano mai ripagati dai ricavi né contribuivano ad avere un legato futuro a beneficio della città. La nostra posizione è sempre stata molto chiara. Il 25 giugno 2015 ci fu la presentazione del Cio e della candidatura e noi quattro consiglieri M5S votammo contro”.

CORRUZIONE

Virginia Raggi ha voluto fare luce su un’altra questione. “In questi ultimi giorni si prova ad accostare il no (alla candidatura Olimpica, ndr) a una presunta accusa di corruzione. La corruzione a Roma è certificata dalle indagini di Mafia Capitale. Questo non è minimamente un tema preso in considerazione, altrimenti dovremmo dire `chiudiamo Roma´. Noi dovremo estirpare la corruzione con l’aiuto dell’Anac. È piuttosto un problema di sostenibilità economica, che non c’è. Alla luce delle evidenze dei costi Roma non può permettersi di indebitarsi ulteriormente. Abbiamo un debito che nel 2008 ammontava a 2 miliardi. Con 13/16 miliardi di debito, che altre garanzie dobbiamo sottoscrivere? I debiti contratti con le Olimpiadi avrebbero gravato sulla testa nostra, dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Stiamo ancora pagando le indennità degli espropri delle Olimpiadi del ‘60. Sono tutti soldi sottratti alla scuola e alla sanità: avremmo continuato a togliere soldi per servizi essenziali. Sarebbe stato da irresponsabile dire di sì”.

SOLDI PER ROMA

Ecco le richieste del sindaco: “Come è stato fatto il patto per Milano, non vedo perché il Governo non possa sottoscrivere un patto per Roma, utilizzando proprio quelle economie che derivano dalla mancata candidatura ai Giochi Olimpici. Erano fondi che il Governo avrebbe stanziato in caso di candidatura, immagino – se è interessato allo stato della Capitale – che voglia continuare a finanziare anche in caso di mancata accettazione della candidatura. Roma è comunque la città capitale di Italia, io spero che nessuno voglia fare di questa scelta un ricatto politico ed economico dicendo `se non ti candidi ai Giochi ti tolgo pure quei soldi che ti avevo promesso´. Roma continua a essere la Capitale di Italia, con o senza Giochi”.

SPRECHI

Raggi ha lasciato intendere di voler discutere in altro modo di sport: “Ci siamo trovati davanti questo quadro sconfortante: nelle palestre scolastiche capire se ci sono interventi da fare, sulla presenza di amianto, se c’è se non c’è. Oltre alle palestre delle scuole, abbiamo impianti comunali, 162 se non sbaglio, in condizioni molto critiche. Gestiti tramite concessioni, l’amministrazione per molti anni è stata inerte nell’adempimento dei suoi obblighi. Abbiamo piscine dove piove dentro. Un panorama di strutture in pochi casi adeguate. Abbiamo di fronte sprechi e inefficienze accumulate negli anni e stiamo già mettendoci le mani”.

GIOVEDÌ L’ATTO FINALE

“Fu fatto un censimento degli impianti di Roma prima dei mondiali di nuoto: nessuno era a norma – ha precisato il sindaco -. Con i Mondiali ci fu l’ampia rassicurazione che le strutture sarebbero state recuperate e messe a norma, non è avvenuto nulla di questa promessa. In un confronto con il presidente del Coni, lui ci disse che voleva intervenire proprio sugli impianti esistenti. È un esempio che dà l’idea di come non si conosca lo stato dell’impiantistica a Roma. Usare le palestre scolastiche per far allenare gli atleti che fanno ginnastica artistica o ritmica? A Roma non si trovano palestre scolastiche o impianti pubblici con le altezze adeguate. Ma come si fa a utilizzare impianti esistenti se non sono a norma? Dire `vedremo dove è possibile e poi faremo allenare gli atleti´ rimane una affermazione priva di concretezza”. Giovedì il consiglio comunale di Roma si riunirà in seduta straordinaria, naturalmente pubblica. Sarà votata la mozione dei 5 Stelle che vogliono la revoca del precedente pronunciamento favorevole alla candidatura olimpica del 25 giugno 2015.