Gli arbitri si schierano contro la richiesta arrivata da Carlo Tavecchio e Claudio Lotito, ribadendo che non ci sarà il ritorno al sorteggio arbitrale. Il niet arriva direttamente per bocca del presidente dell’Aia, l’associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi: “Non lo faremo mai, questo è sicuro (il sorteggio arbitrale, ndA) – spero che il messaggio arrivi forte e chiaro. All’Aia non è arrivata alcuna segnalazione riguardo ad un ipotetico sorteggio e di sicuro non è la Lega né tantomeno un presidente di un club a poter fare una cosa simile”.

Nicchi difende la sua classe e attacca Lotito

Nicchi, dunque, difende la classe arbitrale e il suo operato con forza e determinazione: “Un’eventuale richiesta è legittima, ma sono gli arbitri a decidere – prosegue ancora Nicchi – la nostra risposta è un no secco. Forse qualcuno ha la memoria corta e non si ricorda cosa è successo negli anni scorsi con sorteggi e griglie”…

Poi si lancia in un’invettiva nei confronti del presidente della Lazio, Claudio Lotito: “Mi risulta che abbia aggredito verbalmente e sotto gli occhi di tutti il designatore di B, Stefano Farina – prosegue Nicchi nella sua intervista concessa a La Gazzetta dello Sport - ma non mi risulta sia stato deferito. I nostri timori espressi alla vigilia delle elezioni del presidente della Figc si stanno rivelando fondati”.

A rischio anche la Serie A

Il voto dell’Aia, in quell’occasione, era andato a Demetrio Albertini. Una voglia forte di cambiamento, che però ad oggi ancora non si è concretizzato. Nei giorni scorsi era arrivata la proposta da parte di Claudio Lotito (“Voglio il sorteggio integrale. Una richiesta che faccio a nome di molti presidenti”), che aveva trovato appoggio nelle parole anche del presidente della Figc, Carlo Tavecchio: “Quella del sorteggio integrale sarà una questione che porteremo nelle sedi opportune”.

Ma Nicchi ha fatto subito capire, inutile perdere tempo, l’Aia rimane ferma sulle sue posizioni: “La Figc si occupi dei soldi tolti agli arbitri se davvero Tavecchio vuole difenderci – ha concluso Nicchi – c’è il rischio di non finire la stagione. Quando non avremo più soldi in cassa, l’Aia non manderà gli arbitri sui campi di calcio”.