Una partita splendida ed equilibrata, un’altra, sulla carta scontata, in equilibrio per metà. I primi due match dei Divisional playoff, NFL post season 2015, non tradiscono le attese. Soprattutto il primo, forse il più atteso. I New England Patriots in missione per regalare a Tom Brady il 4° trionfo al Super Bowl, come Joe Montana, hanno alla fine battuto 35-31 i Baltimore Revens (vincitori nel 2012 dopo aver eliminato proprio i Pats) in rimonta, trovandosi due volte sotto di 14 punti e realizzando anche un touchdown particolare, con un… wide receiver, Edelman (un passato da qb al college), a lanciare per un altro ricevitore (TD pass da 50 yds), Amendola, dopo il passaggio ‘arretrato’ di Brady.

SPOT

Uno spot per questo sport. Tutto e il contrario di tutto. Due td da una parte, due dall’altra, poi di nuovo due di qua e altri due di là. L’incontro tra Patriots e Ravens si è distinto per il dominio e controllo della partita a dir poco altalenante, ed è stato uno spettacolo meraviglioso. L’avvio di partita è di quelli fulminanti: Flacco parte con un drive rapido, senza errori che porta subito 7 punti, Brady risponde con niente, e Flacco ne aggiunge altri 7 raggiungendo le 100 yard lanciate con un bel 8/8 e siamo solo al primo quarto.

Da un inizio così è difficilissimo rialzarsi, ma Brady è Brady e da grande condottiero si carica tutta la squadra sulle spalle e la porta in end zone, non una ma due volte. Per Baltimora è tutto da rifare e tutto rifà. Ma dopo il nuovo vantaggio di due possessi viene di nuovo raggiunta, poi limitata al field goal e superata dal TD ai playoff numero 46 per Brady. Record di lega (Montana si è fermato a 45, Favre a 44) e vittoria. In una serata dove il controllo della partita entrava e usciva dalle mani di Baltimora e tutte le certezze venivano smontate da un momento all’altro, tutti hanno fatto cose belle e cose brutte in un’alternanza tipica delle partite ad alto livello dove si scontrano due squadre equilibrate, complete e in grado di mettere in difficoltà gli avversari in vari modi. Se New England ha avuto così tante difficoltà è anche merito di una Baltimora e un Flacco in grande spolvero. Il qb si presenta si presente in grande spoelvero (4 td pass) e non fa rimpiangere il Flacco del 2012, anzi, sembra quasi ricordarlo e gli intercetti lanciati, macchie su un prestazione di livello, sono frutto di una grande giocate difensiva, il primo, e di un tentativo disperato il secondo (che ha chiuso di fatto il match). Il futuro è roseo per questi Ravens.

SEATTLE-CAROLINA 31-17

Questa volta non c’è stata una lieta fine all’eterna battaglia tra Davide e Golia; i campioni in carica dei Seattle Seahawks hanno rispettato le previsioni della vigilia e hanno battuto 31-17 i Carolina Panthers, arrivati a questa sfida con un record perdente e dati da tutti come agnello sacrificale per la banda di Pete Carroll. Ma per 30′ c’è stata partita, eccome, nonostante la difesa soffocando di Seattle.

Per il secondo anno consecutivo la squadra dello stato di Washington arriva con pieno merito e con il vento in poppa al Championship Game, dopo una partita molto più equilibrata di quanto dica il punteggio, perché Carolina la pellaccia, appunto, l’ha venduta cara, soprattutto durante i primi 30 minuti, in cui la difensive line della squadra di Rivera ha retto alle corse di Lynch e all’imprevedibilità delle giocate di Russell Wilson.

Seattle è riuscita a riportare la partita su binari a lei più consoni grazie al miglior giocatore in campo ieri, ovvero uno splendido Kam Chancellor autore della giocata decisiva, ovvero l’intercetto nel 4° quarto su lancio di Newton, ed il successivo ritorno in end zone di ben 90 yards, che ha stroncato le residue speranze dei Panthers di mettere a segno un clamoroso upset. Ma Carolina ha onorato la sua presenza a questo punto della stagione dopo essere stata pessima in regular season.