Il braccio più favoloso della storia di questo sport a quasi 40 anni trionfa nel suo secondo Super Bowl grazie alla… difesa. La storia si compie in California. I Broncos di Denver conquistano la 50 esima edizione con una vittoria (la terza in assoluto in otto apparizioni all’ultimo atto) guadagnata a forza di sack, tackle e agonismo, che permette al loro campione assoluto, Peyton Manning, un congedo (forse) con tutti gli onori del caso dalla massima seria del football americano. Nella serata di Santa Clara, la formazione del Colorado si aggiudica la finalissima della National Football League, battendo i Carolina Panthers 24 a 10 punti.

GARA

I Broncos dominano l’incontro fin dalle prime battute e non sono mai in svantaggio, la difesa funziona alla perfezione, appare impenetrabile anche per il quarterback dei Carolina Panthers, Cam Newton, a cui piace paragonarsi a Superman, che ha spinto la sua quadra fino all’ultimo minuto. Iconica la sua comparsa in conferenza stampa al termine della partita, quando risponde a monosillabi prima di alzarsi e andarsene, fortemente provato e con gli occhi che tradiscono una rabbia profonda. Ma la serata del Levi Stadium è tutta per la formazione di Denver e per la sua star Manning che esce dal campo a pochi secondi dal finale incassando la «standing ovation» assoluta dello stadio, tra gli applausi dei 71.088 spettatori paganti, la maggioranza dei quali giunti a sostegno dei Broncos. Potrebbe essere quello di ieri notte il suo ultimo atto da protagonista sul rettangolo da gioco della Nfl, a chiosa di una gloriosa carriera. Il campione però prende tempo e non conferma le indiscrezioni: «Mi prendo del tempo per riflettere». Grande Peyton per tutto quello che hai fatto in carriera. Ma nella notte più importante il tuo orgoglio non sarebbe bastato senza questa difesa (a Von Miller , linebacker, il premio di miglior giocatore in campo). Un muro a prova di Superman.