Nessuna sorpresa finora nelle sfide di Wild Card che hanno aperto i playoff NFL 2015. La sfida preannunciata come la più intrigante ed equilibrata non ha tradito le attese. E regalato la vittoria esterna dei Ravens, testa di serie numero 6 nella Afc, all’Heinz Field, casa degli Steelers numero 3, comunque attesa. I Ravens tornano al successo nei playoff, dopo il trionfo al Super Bowl di due anni fa. E’ addirittura il loro decimo successo esterno playoff, record condiviso coi Packers. Prossimo avversario, i Patriots, nel New England, rivincita proprio dei Divisional Playoff 2013. Quarta sfida diretta nelle ultime 6 di post season. Sabato prossimo, il 10 gennaio. Una rivalità infinita che si rinnova

STORIA

Ciò che hanno compiuto i Ravens corrisponde a un’impresa davvero ammirabile, se giudicata osservando tutte le difficoltà che essi hanno dovuto superare in questa stagione. Si sono ritrovati improvvisamente senza più Ray Rice, il loro running back titolare protagonista di tante vittorie, e si sono dovuti inventare un backfield letteralmente dal nulla. Hanno disputato l’ultimo mese di regular season senza uno dei loro difensori più rappresentativi, Haloti Ngata, fermato dalla NFL per l’uso di sostanze non consentite dalla Lega, scrivendo un bilancio di 3-1. Hanno vinto la partita più importante dell’anno, quella di chiusura contro Cleveland, che in una pazza corsa a più squadre ha garantito loro l’ultimo posto disponibile per i playoffs della AFC, nonostante il 10-6 portato a compimento in quella che si è rivelata essere l’ennesima ottima annata di lavoro per John Harbaugh ed il suo staff, un’organizzazione che quando spinta sul baratro sembra sempre centrare i successi più impensabili.

VITTORIA

Il premio per tante fatiche e per i frettolosi rimedi non può essere più dolce di questo: i Ravens, poco considerati dentro una AFC North che ha presentato tre componenti in doppia cifra di vittorie nonostante gli alti e bassi di tutti, approdano al Divisional Round dopo aver battuto gli odiati Pittsburgh Steelers al Heinz Field, annullando qualsiasi fattore casalingo nelle economie di una sfida che seppure ha perso qualche vecchio protagonista è sempre molto sentita, il tutto grazie a una difesa pressante e a un attacco che ha semplicemente colpito quando doveva farlo.

ASSENZE

Gli Steelers si sono accorti duramente di quanto Le’Veon Bell sia importante per loro. Il running back tuttofare, protagonista di un campionato vicinissimo a livelli da Mvp grazie alla sua capacità di esibirsi non solo quale miglior rusher, ma altresì quale secondo miglior ricevitore di squadra, ha lasciato un vuoto troppo profondo perché chiunque riuscisse a colmarlo, l’iperestensione di quel maledetto ginocchio nel Sunday Night conclusivo della stagione regolare si sapeva sarebbe stata costosa, ma a Pittsburgh contavano molto sul fatto di vincere comunque questa partita, volare a Denver, e poi attendere di capire se il loro super-secondo anno sarebbe potuto essere del match, e tentare la scalata alla AFC. Purtroppo per loro, né il neo-acquisito Ben Tate né tantomeno il rookie Josh Harris potevano sperare di rappresentare per questo sistema offensivo un qualcosa di anche solo simile rispetto all’apporto dell’ex Michigan State.

GARA

Baltimore ha dimostrato ancora una volta grande carattere, rispondendo da grande squadra a un iniziale momento di difficoltà, senza mai perdere la calma dinanzi all’obiettivo principale: il passaggio del turno. La chiave di lettura della gara sta in quella reazione al turnover iniziale, cancellato da due serie consecutive che hanno fruttato 10 pesantissimi punti suggellati dal secondo touchdown pass di Flacco, il quale ha trovato il tight end Crockett Gilmore per una segnatura di puro atletismo, ricacciando immediatamente indietro ogni possibilità di rimonta per Pittsburgh, alle prese con troppi errori cui rimediare, tra i quali 3 palloni persi, 5 sacks concessi e ben 8 penalità per 114 yards. Non è stata dunque solamente l’assenza di Bell a decretare l’eliminazione degli Steelers da questi playoffs. Flacco si è mosso con disinvoltura nella tasca, a volte troppo, e qualche volta ha risolto con le sue notoriamente lente gambe alcune situazioni che parevano volgere a favore di Pittsburgh. Ha inoltre confezionato giocate più che decisive con la collaborazione di Steve Smith e Owen Daniels, alimentando un attacco che ha prodotto la miseria di 2 yards per snap ogni volta che ha provato a correre.

RIVALITA’

Per i Ravens e le loro velleità combattive lontano da Baltimore, è già tempo di preparare il viaggio in quel di Foxboro, per quella che sarà una sfida già vista di recente per i playoffs della AFC, nella quale proveranno ancora una volta a vincere contro New England partendo da sfavoriti, contando su un gioco offensivo essenziale, ma efficace, e su una difesa che concede sicuramente yards, ma che porta tanta pressione grazie ai mai domi Ngata, Dumervil, Suggs (che partita, la sua!) e dei più giovani Upshaw e Williams, tutti chiamati a ripetere questo stesso livello di gioco tra una settimana. Saranno loro a dare fastidio al grandissimo momento di forma di una New England che sembra lanciatissima verso il prossimo Super Bowl? Difficile a dirlo, ma comunque vada la stagione di coach John Harbaugh, tanto per cambiare, può essere considerata un grosso successo, dato che i Ravens, ancora in gioco dopo il primo turno, non se li aspettava davvero nessuno.