Neymar al Barcellona, un caso ancora aperto. Di più: in suppurazione. Le dimissioni di Sandro Rosell (foto by InfoPhoto) dalla carica di presidente del club catalano non saranno il capitolo finale di una storia che promette ben altri risvolti, anche e soprattutto legali. Odilio Rodrigues, presidente del Santos, club al quale fino al maggio scorso apparteneva il calciatore brasiliano, ha infatti annunciato una possibile azione legale contro il Barcellona e il padre di Neymar, agente del giocatore e titolare dell’azienda che si è intascata una maxi commissione non contabilizzata. “Ho sempre chiesto al padre di Neymar se aveva ricevuto denaro dal Barcellona e ha sempre negato. La stessa cosa si può dire di Sandro Rosell: anche lui ha sempre negato“.

Il caso Neymar è iniziato quando uno dei 160mila azionisti del Barcellona, un farmacista di nome Jordi Cases, ha chiesto chiarezza all’assemblea dei soci circa il prezzo reale del giocatore, insospettito dalla discordanza delle opinioni in merito: il club sostiene di aver sborsato 57 milioni di euro, ma secondo Cases la cifra non può essere inferiore ai 74 milioni, di cui ben 40 versati nelle tasche del padre di Neymar. E anche all’esterno avanzano i dubbi sulla limpidezza dell’operazione. Non avendo ricevuto risposta, Cases decide di denunciare Sandro Rosell, presidente blaugrana con il vizio di spararle grosse, per appropriazione indebita. Viene avviata un’indagine (titolare il giudice Pablo Ruz, una specie di Di Pietro spagnolo) e il caso scoppia, anche perché nel frattempo El Mundo rivela che in realtà Neymar è costato 95 milioni di euro (il che farebbe di lui l’acquisto più dispendioso della storia del calcio): 40 finiti alla N&N, la società del padre di Neymar, 17 al Santos e 38 chissà dove. L’ipotesi è che questa cresta da Guinness dei primati sia stata o intascata anch’essa dalla N&N, o, come appare più probabile, spartita tra la N&N e Rosell stesso.

Rosell si è dimesso settimana scorsa “per proteggere il club”, ma in realtà il Barcellona rischia una multa spaventosa, fino a 230 milioni di euro, se verrà confermato il reato fiscale di cui è accusato. Per non parlare di quelli che potrebbe trovarsi a dover versare al Santos, se la società brasiliana decidesse di passare dalle parole ai fatti.