Il modello economico Juventus, oltre a quello sportivo ovviamente, è stato ed è un modello vincente poiché consente alla società di tenere il bilancio saldamente sotto controllo evitando qualsiasi rischio di andare contro i parametri imposti dall’Uefa, operando attraverso un meccanismo pressoché perfetto di entrate e uscite sul mercato e di avere un monte ingaggi proporzionale alle possibilità del capitale bianconero. Oltre a tutta una serie di manovre finanziariamente virtuose come gli investimenti sui settori giovanili e la costruzione di uno stadio di proprietà.

Però chi pensa che la doppia operazione di mercato Higuain e Pogba sia perfettamente compensativa, non coglie propriamente nel segno poiché i 90 milioni spesi per acquistare il Pipita non sono interamente rientrati dalla cessione al Manchester United del gioiello francese. E questo semplicemente per il motivo che i 105 milioni di euro incassati dalla Juventus per il passaggio di Pogba alla corte di Mourinho, sono soldi lordi ai quali vanno tolte alcune voci significative. Lo aveva già annunciato la stessa società bianconera attraverso il proprio comunicato, sostenendo che l’operazione: “genera un effetto economico positivo di circa 72,6 milioni di euro, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori“.

Spieghiamo di cosa si tratta in merito a “oneri accessori” e “contributo di solidarietà”. Nel primo caso va considerata la (super)commissione intascata da Mino Raiola nell’affare che ha riguardato il suo assistito. Un affare che ha fruttato al procuratore ben 25 milioni di euro grazie a una clausola scritta riguardante la futura rivendita di Pogba da parte della Juventus fissata da Raiola all’epoca del passaggio del giocatore dal Manchester United alla Juventus. Il “contributo di solidarietà” invece riguarda quei club che hanno tesserato Paul Pogba prima del passaggio allo United e, successivamente, alla Juventus, quindi Le Havre, Torcy e Roissy-en-Brie, per l’ammontare di poco più di 2 milioni di euro. Quindi tolti 25 milioni più 2, 4 milioni dai 105 totali (- 5 divisi tra Man Utd e Juventus che hanno tesserato il francese) rimane la plusvalenza di 72,6 milioni (Per ulteriori approfondimenti consigliamo la lettura dell’articolo di Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport).