I carabinieri hanno perquisito la casa di Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus e della nazionale italiana campione del Mondo nel 2006. L’ex centravanti risulterebbe indagato dalla compagnia delle forze dell’ordine di Fiorenzuola D’Arda in quanto, in un’altra perquisizione svolta a casa del padre di Iaquinta, sarebbero state trovate due pistole intestate proprio all’attaccante calabrese.

Il padre le teneva in una cassaforte, ma mentre il figlio ha un regolare porto d’armi, per il padre vige invece il divieto di detenzione. Motivo per il quale Vincenzo Iaquinta ne risponde in concorso, per detenzione abusiva di armi e munizioni, oltre che per non aver denunciato lo spostamento delle pistole.

Calibro 38 e calibro 7,65

Le due pistole in oggetto, una calibro 38 e una calibro 7,65, sono state rinvenute dalla Dda di Bologna, che aveva predisposto la perquisizione a casa di Giuseppe Iaquinta. Quest’ultimo non poteva detenere armi da quando la prefettura di Reggio Emilia gli aveva imposto il divieto in seguito a quanto avvenuto dopo la cena del 21 marzo 2012.

In quell’occasione, in un ristorante della città, pare venne siglato un patto tra Giuseppe Pagliani, politico di Forza Italia, e le cosche della ‘Ndrangheta. Pagliani, così come il padre di Iaquinta, risulta tra le persone arrestate all’epoca dalla Dda.

Fotocredit: Vincenzo Iaquinta, foto by InfoPhoto