Quando lo sport e lo spettacolo vanno a braccetto, il marchio è sempre uno: NBA. E anche a Londra, all’interno dei Global Games che la lega professionistica americana di basket porta avanti da diverso tempo per il mondo, spettacolo e sport non sono mancati. Da una parte i Milwaukee Bucks di Jason Kidd, dall’altra quel che resta dei New York Knicks di Fischer, formazione che ha chiuso la regular season NBA con 35 sconfitte su 40 gare. E anche alla O2 Arena di Londra, le cose non sono andate diversamente: partenza da incubo per i Knicks e Bucks avanti subito 14-0.
La maledizione del canestro prosegue, ma ci pensa poi la classe di Carmelo Anthony a cercare di riportare in gara la formazione newyorkese: parziale di 7-0, prima del nuovo crollo e primo quarto che si chiude 31-13. La disfatta prosegue senza cessare: a metà gara i Bucks sono avanti 56-37, poi addirittura 82-56 al terzo quarto. Impeto d’orgoglio di New York, che arriva fino al -9 che fa gridare al miracolo. Ma il finale è scontato, successo di Milwaukee per 95 a 79. Così era scritto e così sia.

Le Leggende

NBA lo sa, si crea affezione nel pubblico anche con i mostri sacri del passato. E dunque, spazio sul parquet a coloro che hanno scritto la storia di questo sport: da Bruce Bowen a John Starks, passando per Dikembe Mutombo, Hakeem Olajuwon ma soprattutto Karem Abdul-Jabbar, accolto sul parquet da un grido di giubilo incredibile: il pubblico, che ha sostenuto per tutta la gara i Knicks e fischiato i Bucks, ha avuto il suo momento di gioia in questo frangente.

Vip londinesi, ma non solo

Come ogni evento che si rispetti, serve il pubblico dei vip. E Londra, si sa, offre molto dal punto di vista calcistico: dunque, ecco apparire tra il pubblico Didier Drogba, l’ex attaccante della Juventus Thierry Henry, Alex Oxlade-Chamberlain, l’ex centrocampista del Milan Mathieu Flamini e Cesc Fabregas. Perché se sport e spettacolo vanno a braccetto, dietro c’è il marchio NBA. Un marchio che non muore mai.