Tre a due nella serie e gara sei da disputare in casa. Ma non è finita. Sfida bellissima tra Oklahoma City e San Antonio Spurs nelle semifinali di conference a ovest. In gara 5 i Thunder hanno espugnato il parquet texano imponendosi 91-95 in una gara strana, dopo essere stati sotto 88-82 a poco meno di 4′ dal termine e anche di più di 10 punti tra secondo e terzo quarto. Ibaka e compagni sembrano avere in mano il pallino del confronto dal punto di vista fisico, ma peccano a volte nelle scelte dei tiri in attacco, perdendo spesso nei momenti caldi palloni pesanti. E’ successo solo parzialmente la scorsa notte e gli eroismi di Westbrook, a un passo dalla tripla-doppia (35 punti, 11 rimbalzi, 9 assist, ma anche 8 palle perse), con 3/7 da tre punti ma tutti gli ultimi canestri importanti e soprattutto i rimbalzi d’attacco hanno alla fine fatto la differenza.

GARA

Gli Spurs si sono aggrappati a Leonard (26 punti) e Aldridge (20 punti e 9 rimbalzi), ma l’impressione è che ci sia bisogno per forza anche della vecchia guardia per vincere: assieme, Duncan, Ginobili e Parker hanno totalizzato 17 punti con 6/22 dal campo, un mezzo disastro e senza loro tre è dura comunque, anche con le forze fresche inserite in squadra. San Antonio è andata subito sotto pesantemente, giusto in avvio di primo quarto, ha rimontato, si è presa un bel vantaggio che non ha saputo poi gestire negli ultimi quattro minuti del match, quelli in cui di solito Parker e compagni fanno le differenza, mentre Westbrook e Durant si mettono a forzare, senza giocare di squadra, buttando via occasioni pesanti. Ecco, questa volta non è successo, ma ai meriti dei Thunder si aggiungono i demeriti degli Spurs, surclassati a rimbalzo d’attacco nei momenti caldi della partita: alla fine sotto i tabelloni il conto recita 54-36 per OKC, la differenza è principalmente lì. Westbrook, Adams e Kanter hanno catturato la bellezza di 35 rimbalzi in tre, alcuni veramente decisivi nel finale di match, con extra possessi regalati a sé stessi e ai compagni. La serie non è finita, ma ora Durant è padrone del suo destino per tornare alla Finale di Conference…