Warriors ancora vivi, anche se l’inerzia della serie sembra tutta dalla parte dei Thunder. Sembra. Mai sottovalutare però i campioni uscenti. E Oklahoma City infatti non lo fa in gara 5, rimanendo sempre in partita (e praticamente sempre sotto nel punteggio) dall’inizio alla fine. I Golden State Warriors vincono gara 5 alla Oracle Arena di Oakland, California, nelle Finali delle Western Conference, 120-111, con Durant e compagni ora avanti 3-2 nella serie. Sabato gara 6 e secondo match point per loro, il primo (e unico) in casa, a Oklahoma City.

GARA

I Warriors ci mettono grinta, voglia, impegno, passione e tutto quel che hanno, ma la realtà è che… ne hanno meno rispetto alla regular season, c’è poco da fare. Gara 5 la vincono grazie al grande apporto dei lunghi, in attacco e in difesa, al ‘pareggio’ sotto i tabelloni, ma OKC resta più forte fisicamente. Comunque Curry segna 31 punti, 27 ne aggiunge Thompson, ma soprattutto ecco 15 punti e 14 rimbalzi di Bogut, 11 punti e 13 rimbalzi di Green e 14 punti per Speights. La vera differenza è lì, nell’area colorata. Oklahoma non tira benissimo da due, meglio da tre, ma rimane sempre attaccata ai Warriors e questo non è un bel segnale per Curry e compagni: 40 punti per Durant, 31 per Westbrook, ma con 11/28 dal campo e ben 7 palle perse; 13 per Ibaka. La speranza è che si possa andare a gara 7, per lo spettacolo. Sabato però i Thunder avranno una grande chance. Nota a margine: si tira troppo da tre in questa NBA, anche in maniera estremamente forzata. I lunghi che giocano in post sembrano un lontano ricordo. Eppure è più facile segnare stando vicino a canestro, concetto semplice e banale…