Prima o poi doveva accadere che i Thunder tornassero a esplodere in tutta la loro forza e classe. Perché non manca niente in linea teorica a OKC per vincere il titolo, da anni, ma finora non è accaduto. Durant e Westbrook giocano in realtà sempre allo stesso modo, ma non si pestano più i piedi, sembrano avere più fiducia nei compagni, difendono e fanno valere la loro prestanza fisica. Morale: Oklahoma City batte per la terza volta in quattro partite i campioni in carica di Golden State, 114-98, in gara 4, e si porta a un passo dalla seconda finale NBA della storia, avanti 3-1 nella serie. Anche se adesso si torna nella Baia…

PARTITA

La vera star in questo momento è Russel Westbrook, che è diventato ‘grande’: altra tripla doppia per lui, con 36 punti, 11 rimbalzi, 11 assist, +26 di plus/minus, 12/27 dal campo, 4/8 da tre (anche sei palle perse…). Devastante. La sua velocità è troppo per la difesa dei Warriors, che non riesce ad arginarlo. Durant aggiunge 26 punti, ma il resto della squadra si fa sentire: 17 per Ibaka, 11 per Adams, 17 con 12 rimbalzi per Roberson. Avanti di questo passo, OKC può anche pensare di conquistare il primo anello della storia. Golden State, già sotto pesantemente dopo pochi minuti, tira male dal campo, cattura 16 rimbalzi in meno degli avversari e pare un po’ stanca e scoraggiata. Non servono i 26 punti di Thompson, il resto è poca cosa. Finita o i campioni sapranno trovare un moto d’orgoglio?

Intanto questa notte si giocherà gara 5 a Cleveland tra Cavs e Raptors.