Si va a gara7 tra Golden State Warriors e Oklahoma City Thunder nelle Western Conference Finals. Partita incredibile gara 6 a Oklahoma City, con i Warriors sulle gambe fisicamente, in difficoltà per 36′ minuti, sotto nel punteggio, quasi demoralizzati, ma decisi a vendere in realtà a vendere cara la pelle e soprattutto lucidissimi nel concitato finale, perché sanno come si fa a vincere. Clay Thompson stabilisce il nuovo primato per canestri da tre realizzati nei playoff, ben 11 su 18 tentativi, e tiene a galla i suoi nei momenti più difficili fino a quando Curry (bravo però a distribuire 9 assist) si sveglia, giusto nel quarto periodo. Durant (pessimo negli ultimi 3′, come Westbrook) e compagni perdono però un’occasione clamorosa, facendosi rimontare dopo aver avuto 13 punti di vantaggio nel secondo quarto e  sette a poco più di 5′ dalla fine di gara 6. Morale: 108-101 Golden State, 3-3 nella serie, gara 7 da non perdere per nessuno motivo lunedì a Oakland.

PARTITA

Per come si era messo il match a un certo punto, sembra incredibile che Golden State sia riuscita a vincere. Eppure è accaduto, anche per demerito dei Thunder, senza killer instict quando, tra secondo e terzo quarto, avrebbero dovuto guadagnare almeno 20 punti di vantaggio, con Curry in difficoltà al tiro e il solo Thompson a tenere a galla la squadra. Certo, va fatto un monumento a Clay, che ha segnato dall’arco in tutti i modi possibili, anche da fermo a nove metri dal canestro. Senza di lui i Warriors sarebbero già in vacanza. Ma Stephen ha avuto il merito di saper mettere un po’ il ritmo i compagni quando proprio non riusciva a segnare e infatti alla fine sfiorerà la tripla doppia con 29 punti, 10 rimbalzi e 8 assist. I canestri decisivi dell’ultimo quarto però, negli ultimi 2′, saranno tutti suoi, soprattutto quello in penetrazione che di fatto ha chiuso il match con appoggio al tabellone da un angolo molto difficile per il 106-1001 (finirà 108 a 101 con 2 liberi di Thompson). Splash-brothers dunque devastanti, con Thompson che sigilla anche il personale nei playoff (41 punti), con 14/30 dal campo. Curry tira 8/21 ma segna quando conta. Golden State perde la battaglia a rimbalzo, ma forza le 15 palle perse di Oklahoma, tante negli ultimi 3′, quelle che fanno la differenza. Durant e Westbrook segnano quasi 60 punti in due, ma con 20/58 dal campo, 1/13 da tre (sempre in coppia) e 8 palle perse in due, sanguinose quelle nel finale. Ancora una volta non sono riusciti a dimostrare di saper fare il salto di qualità nei finali concitati, quando conta, in un match importante. Iguodala, MVP delle ultime Finals ha segnato 8 punti, bravissimo nel finale su Durant, mentre Green ha comunque aggiunto 14 punti. Per Oklahoma anche 13 punti di Ibaka, 9 di Adams, 8 di Kanter dalla panchina, 11 di Roberson.

Si va a gara 7, lunedì in California. Apertissima.