Il ritorno di LeBron James a Cleveland ha aggiunto molto pepe a una stagione NBA che presenta, come sempre, tanti motivi di interesse, anche perché nello sport americano le sorprese sono all’ordine del giorno. Magari un po’ meno nel basket rispetto a football NFL o baseball MLB, ma ci sono anche qui, per esempio il titolo targato Dallas Mavericks nel 2011, quando sarebbe stato se mai lecito aspettarselo nel 2006 o 2007. La stagione NBA 2014-2015 è appena partita, celebrando anche il ritorno in campo di Danilo Gallinari con Denver (1/8 e 8 punti nel primo match, ma subito titolare), la celebrazione con anello per Marco Belinelli e gli Spurs campioni, le prime inevitabili difficoltà per i Cleveland Cavaliers del ‘prescelto’ , forti sì, ma tutti da scoprire ad alto livello e nelle seconde linee. Il gesto di LeBron James va comunque apprezzato, perché rimanendo a Miami avrebbe comunque continuato a lottare per il titolo (è reduce da 4 finali consecutive con gli Heat), ora rimette tutto in discussione.

LE CLASSIFICHE DOPO LE PRIME TRE GIORNATE

In ogni caso le nostre squadre favorite per il titolo continuiamo a vederle soprattutto all’ovest, partendo ovviamente da San Antonio, che vedrà Ettore Messina come primo assistente del ‘mito’ Popovich in panchina. Chissà che non sia destinato a raccoglierne l’eredità. Gli Spurs giocano a memoria, grande circolazione di palla, movimenti perfetti in difesa, sanno sempre cosa devono fare. Leonard è stato l’MVP delle ultime NBA Finals, ma come al solito comanderà il trio Parker-Ginobili-Duncan. Che verrà gestito al massimo in regular season, motivo per cui troverà parecchio spazio anche Marco Belinelli (subito 15 punti all’esordio per lui). Sono profondi, forti, fisici, hanno tutto per ripetersi, ma certo non sono giovani, per cui attenzione…

WESTERN CONFERENCE – I pericoli maggiori potrebbero arrivare dai Clippers di coach Rivers, decisamente maturi anche per la Finale, da Portland, pronta per il grande salto sull’asse Aldrige-Lillard e Golden State, discorso identico anche se si basa principalmente sul gioco perimetrale. Oklahoma ha perso Sefolosha e per ora si ritrova senza Durant e Westbrook, infortunati. Non un bel segnale. I Nuggets di Gallinari sono da playoff e una mina vagante, così come i Rockets di Harden e Howard. Memphis è solida, darà fastidio a tutte, Phoenix è la possibile sorpresa. Occhio ad Anthony Davis di New Orleans, fresco di titolo iridato con il Team USA e pronto a diventare una superstar assoluta, se già non lo è. Per i Lakers del coraggioso Kobe Bryant, sembra essere giunta la notte…

EASTERN CONFERENCE – A est situazione più fluida, con Bulls e Cavaliers favoriti su tutti, anche se Cleveland potrebbe faticare all’inizio con una squadra decisamente nuova, pur se ricca di talento. L’acquisto di Pau Gasol da parte di Chiacago è stato forse sottovalutato, potrebbe cambiare parecchio visto che va a inserirsi in una squadra già forte, che ritrova Rose. Non sarà più quello di prima temiamo, dovrà trasformarsi magari in quel tiratore perimetrale che non è mai stato, ma resta un giocatore importante. Terza forza, crediamo, Washington, che ha aggiunto un vincente come Paul Pierce alla rosa, subito 17 punti per lui alla prima uscita con la nuova maglia e un canestro importante nel finale nella vittoriosa seconda partita. New York non ci convince per niente nonostante Fisher e Phil Jackson, Toronto tornerà ai playoff, Indiana è senza Paul George, perdita pesantissima. Possibile sorpresa? Beh, incredibilmente, diciamo… Miami, che tutti danno per spacciata dopo l’addio di LeBron James. Ma Bosh e Wade sono due campioni eh, occhio… Il giocatore da tener d’occhio? Jabari Parker, dei Bucks.