Ed ecco l’ultimo atto che tutti volevano, data la griglia di composizione dei playoff, ovvero la squadra di LeBron James (Cleveland, a est) contro quella di Stephen Curry (Golden State, a ovest), due superstar completamente diverse tra loro per fisico, testa, carattere e caratteristiche tecniche. Ma due superstar, appunto. Golden State batte 104-90 gli Houston Rockets in gara 5 delle Finali di Conference a Ovest, pur soffrendo e sfruttando soprattutto la vena degli ‘splash brothers’, la difesa, la superiorità a rimbalzo, i punti in contropiede, e vola in finale NBA per la prima volta dal 1975! Quarant’anni esatti fa. Allora vinsero…, fu la prima e unica volta. Fino a oggi.

GOLDEN STATE WARRIORS-HOUSTON ROCKETS 104-90 (serie 4-1).

Non è stata una passeggiata, però, per i Warriors, tutt’altro. Curry e compagni hanno vinto soprattutto in difesa e grazie ai punti realizzati in contropiede, un numero spropositato rispetto a Houston. Differenziale enorme anche nel numero dei rimbalzi: +20 per Golden State. Harden, dopo i 45 punti in gara 4, record personale in post season, sparisce misteriosamente nel match più importante dell’anno, prendendo solo 11 tiri, di cui due segnati…. Morale, 104-90 Golden State con partita che rimane in equilibrio per i primi due quarti; nel terzo, i Warriors volano a +10 ma si fanno riprendere grazie alle troppe palle perse; a metà del quarto periodo Curry, chi se non lui, dopo che Thompson aveva giocato divinamente per metà gara, fa volare la sua squadra. Curry chiude con 26 punti, anche se con 7/21 dal campo, 20 ne aggiunge Clay ritrovando il tiro (8/14, 4/6 dall’arco), Bogut non segna ma cattura 14 rimbalzi, Barnes aggiunge 24 punti con 7 rimbalzi. Bene Ezeli dalla panchina (12). Dall’altra parte, tutto il quintetto in doppia cifra per punti, ma, come detto, manca Harden… Bravo Brewer con 16 punti dalla panchina. Comunque, buonissima stagione per Houston, che esce a testa alta dai playoff 2015.