Un’altra partita di questi playoff NBA 2015, sempre più entusiasmanti, finisce con un canestro sulla ‘sirena’ di gioco: questa volta è LeBron James, e senza l’aiuto del tabellone, a regalare l’importantissimo successo ai Cavs sul parquet di Chicago, per il 2-2 nella serie di semifinale di conference a est (e quindi, di nuovo il vantaggio del fattore campo torna a Cleveland). E’ vero che spesso queste stesse gare che si concludono con un ‘buzzer-beater’ non sono entusiasmanti nel loro svolgimento, magari con pessime percentuali al tiro e molte palle perse da entrambe le sponde, ma è anche importante sottolineare che non si può chiedere di più a un match di playoff NBA se non di essere equilibrato, sempre sul filo, e deciso solo da una prodezza finale.

CLIPPERS OK (SERIE 3-1 LOS ANGELES)

A Ovest, Clippers in assoluto controllo della serie contro i Rockets, che poteva anche essere già conclusa se Griffin e compagni, senza Paul, non si fossero fatti rimontare avanti +14 in gara due a Houston. Poco male, da gara 3 Paul è rientrato e Los Angeles è tornata a volare. Gara 4 è un altro ‘massacro’ sportivo: finisce 128-95 per la squadra di Doc Rivers, con i Rockets che mandano in lunetta 34 volte DeAndre Jordan (14/34 ai liberi, 6/7 dal campo, 17 rimbalzi, per un totale di 26 punti, miglior marcatore dell’incontro). Per i Clippers vanno in doppia cifra per punti anche Griffin, Redick, Paul, Crawford e Rivers; Los Angeles tira praticamente con il 50% dal campo e annichilisce i rivali. Per Houston, 21 punti di Harden, 16 di Terry, 10 di Jones, 18 di Ariza, solo 7 per Howard, limitato dai falli: 3-1 LA nella serie, che ora torna di nuovo in Texas.

CHICAGO BULLS-CLEVELAND CAVALIERS 84-86 (SERIE 2-2).

A 1” e 5 decimi dalla fine della partita, con il punteggio fermo sull’84-84 dopo un gran canestro in penetrazione di Rose, LeBron James ha giocato fino a quel momento una partita rivedibile, nonostante 23 punti, 14 rimbalzi, 8 assist, perché ha perso 8 palloni, di cui due negli ultimi 3′, e tirato 10/29 dal campo, 1/6 da tre: ma sulla rimessa laterale più importante della gara, la quarta della serie, il 30° tiro del ‘prescelto’ è quello che cambia volto a partita e sfida, dietro l’arco, ma con un piede sulla linea dei tre punti. Niente aiuto del tabellone, solo ‘retina’, per altro marcato da Butler che fin lì aveva difeso benissimo su di lui: LeBron segna l’ennesimo canestro decisivo della sua carriera e regala l’84-86 Cleveland sul parquet dei Bulls. Vittoria importantissima, al termine di una partita non entusiasmante, per carità, però sempre in equilibrio come tutta la serie: del resto gara 3 e gara 4 si sono decise all’ultimo secondo e questo rende comunque entusiasmante le sfide di tale livello. Tantissime palle perse da una parte e dall’altra, percentuali pessime al tiro, merito anche di grandi difese. James è aiutato da J.R.Smith, che segna 13 punti con 3/6 da tre, ma realizza le sue ‘bombe’ tutte nell’ultimo periodo. Irving non è al top fisicamente e di fatto resta ai margini della partita. Va detto che Chicago ha dovuto fare a meno di Pau Gasol e si è di fatto basata solo sull’asse Rose (31 punti, gara sontuosa) e Butler (19), perché Dunleavy e Noah (15 rimbalzi, però…) non hanno combinato niente o quasi per tutta la partita, idem Mirotic, 3 punti in 18′. Si torna a Cleveland per gara 5.