I Golden State Warriors sono ad un passo dal secondo anello consecutivo dell’NBA e quest’anno, vincerlo, sarà ancora più significativo, emozionane e leggendario poiché la squadra di Stephen Curry è entrata nella storia del gioco vincendo, in regular season, 73 partite e per festeggiare basterà vincere lunedì all’Oracle Arena di Oakland. Parliamo, però, di quello che è successo stanotte: Golden State ha vinto 108 a 97 contro i Cleveland di LeBron James grazie ad una partita esemplare di Curry e di Klay Thompson, uno stellare co-protagonista di cui troppo spesso ci si dimentica. Ai Cavs non basta un’altra giornata incredibile del giocatore più completo della storia del basket NBA. LeBron James, questa notte, ha chiuso gara 4 con 25 punti, 13 rimbalzi e 9 assist. Ad un soffio dalla tripla doppia ma non è bastato. Thompson e Curry, insieme, hanno realizzato 63 punti sui 108 totali di Golden State.

LeBron, anche quest’anno l’anello si allontana. Dovesse perdere in Gara 5 e quindi perdere anche queste Finals, la striscia di sconfitte si allungherebbe fino a cinque. Il fenomeno dei Cavaliers ha vinto, nella sua carriera, solo, e lo diciamo perché un giocatore del genere avrebbe meritato più vittorie nel palmares e più trofei in bacheca, due anelli NBA, entrambi vinti con i Miami Heat nel 2012 e nel 2013.

D’altro canto questi Warriors sembrano davvero imbattibili, non tanto nella sfida secca, comunque devastanti ma, come ampiamente dimostrato contro gli Oklahoma City Thunder, alla meglio delle sette gare. Un’orchestra che funziona in maniera incredibile e che ha due fenomeni che, quando vogliono, alzano l’asticella e fanno quello che vogliono. Andando ad analizzare il quintetto base delle due squadre è abbastanza evidente come Golden State sia leggermente superiore a livello individuale ed in più, in panchina, annoverano qualche giocatore interessante mentre i Cavs fanno fatica e mostrano la loro qualità più grande con LeBron, ovviamente, e con Irving, quando è in giornata. Non ci stiamo dimenticando di Love, anche lui un grande giocatore ma sicuramente una spanna sotto per poter competere con i Warriors. Un collettivo di fuoriclasse che funziona.