Due vittorie in trasferta nelle altre sfide valevoli per le semifinali di Conference nei playoff NBA 2015. Pur privi di Chris Paul, a riposo dopo l’infortunio muscolare in gara 7 del 1st round contro San Antonio, gli Spurs, con Rivers (il figlio del coach Doc) titolare nel ruolo di play, giocano un grande match sul parquet di Houston, rimontano lo svantaggio iniziale per poi dilagare nel finale, portandosi sull’1-0 nella serie e ribaltando il fattore campo. Successo di squadra in tutti i sensi. Stesso discorso per i Bulls, con una partita però diversa: Chicago va subito avanti nettamente, viene rimontata e poi riallunga nel finale, resistendo al ritorno di LeBron James (tripla doppia sfiorata, ma pessime percentuali al tiro), Irving e compagni, privi di Kevin Love (ritornerà il prossimo anno) e JR Smith (squalificato).

CLEVELAND CAVALIERS-CHICAGO BULLS 92-99

Vittoria non così inaspettata a dire la verità dei Bulls, squadra vera, che sicuramente può mettere in difficoltà i Cavaliers di James, ancora favoriti però, per il passaggio del turno, nonostante il ko in gara1. LeBron ‘flirta’ con la tripla doppia, 19 punti, 15 rimbalzi, 9 assist, ma tira male dal campo, 9/22 e 0/3 dalla lunga distanza. Si sono sentite decisamente le assenze di Love e J.R. Smith. Chicago più pronta a entrare in partita, con il suo gioco corale (quattro atleti in doppia cifra per punti e un ottimo contributo dalla panchina), il solito Gasol da doppia-doppia (21 punti, 10 rimbalzi e anche 4 assist) e un ottimo Derrick Rose: 25 punti, 5 rimbalzi, 5 assist. Bene anche Butler, 20 punti, male Noah (zero punti), ma dalla panchina sono arrivati 19 punti del trio Gibson-Hinrich-Brooks. I Cavs hanno rimontato un primo svantaggio netto, arrivando anche alla parità nel terzo quarto, ma il nuovo allungo dei Bulls (10-0 di parziale) è stato fatale. Per Cleveland, Miller e Shumpert sono entrati nel quintetto base al posto di Smith e Love, con il secondo capace di segnare 22 punti. E’ mancato però il contributo della panchina, certo ridotta all’osso. Serie che si annuncia lunga e combattuta.

HOUSTON ROCKETS-LOS ANGELES CLIPPERS 101-117

Non inganni il punteggio: la partita è stata molto combattuta: solo nel finale, con Houston alla disperata ricerca di una rimonta da -8, – 10, i Clippers hanno potuto allungare. Per la prima volta dal 1976, le due squadre si ritrovano contemporaneamente nelle semifinali della Western Conference… Non è una bella partita, gara 1, onestamente: troppi errori, troppe palle perse, da una parte e dall’altra. Certo, vincere senza Chris Paul, il miglior giocatore di Los Angeles, in panchina a tifare e spronare i compagni, è una bella iniezione di fiducia per la squadra di Rivers. Forse Houston ha pensato di aver vita facile. Ventuno palle perse per i Clippers, 23 per i Rockets, che hanno tirato con un pessimo 11/33 dalla lunga distanza. Sono partiti meglio, hanno raggiunto il vantaggio in doppia cifra, per poi farsi riprendere. Partita in equilibrio nel terzo quarto, all’inizio dell’ultimo i Clippers scappano via e vincono persino facilmente, alla fine: 101-117,  con sei uomini in doppia cifra per punti: Barnes 20, Griffin 26 (più 14 rimbalzi e 13 assist), autore di un’altra tripla doppia, dopo quella in gara 7 contro gli Spurs (prima tripla-doppia di un’ala in gara 7 dei playoff, dopo Scottie Pippen nel 1992 contro i Knicks), Jordan 10 con 13 rimbalzi, Redick 17, e Austin Rivers 17, con 4/6 da tre, Crawford 21. Per Houston, 10 punti di Terry, 20 di Harden, 17 di Ariza, 22 con 10 rimbalzi di Howard.