Giornata speciale per Marco Belinelli e i San Antonio Spurs, ricevuti, in qualità di squadra campione in carica NBA, alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Un tifoso speciale proprio del cestista bolognese…: “Mi ha stretto la mano e anche prima di entrare nella East Room mi ha detto ‘Ci manchi tanto ai Bulls, Marco’ io lì per lì non ci potevo credere. Ragazzi, uno dei grandi del mondo sa chi sono e addirittura mi ha detto che gli manco. Incredibile!”, le parole del ragazzo di San Giovanni in Persiceto.

STORIA

Emozionato ed elegantissimo in un completo grigio scuro confezionato apposta per l’occasione da Dolce & Gabbana, Belinelli diventa uno dei pochi sportivi italiani a entrare nella Casa Bianca (a precederlo solamente il campione olimpico di tiro a segno Niccolò Campriani che incontrò Obama un anno fa) Belinelli ha assistito insieme ai compagni al travolgente discorso del Presidente che è riuscito a strappare un sorriso alla platea con una serie di battute veramente da grande intrattenitore: “E’ difficile non amare gli Spurs. Prima di tutto perché sono vecchi e mi fanno sentire a mio agio. Questa è una squadra che pesca giocatori che non hanno posto altrove e li trasforma in fenomeni. Un esempio per tutti”.

LE GARE DELLA NOTTE

Sole quattro gare disputate nella notte NBA, tornando al basket giocato. Con sorprese. Intanto, cadono ancora i Nets, battuti nettamente in casa 99-113 da Houston, e questa non è una sorpresa, per carità. Per Garnett, serata da dimenticare: reagisce con una palla tirata addosso e una ‘mezza’ testata alla provocazione di Howard e la sua gara finisce dopo appena 4 minuti. Vittorie non troppo previste, invece, per Detroit e Orlando, che si impongono rispettivamente sui parquet di Toronto (111-114) e Chicago (114-121), ma i Pistons continuano, lanciatissimi, la loro incredibile rimonta a est da quando si sono sbarazzati di Josh Smith. Chiude il programma il successo di Boston con New Orleans: 108-110.