Il Mago, per una volta, fa una cosa da mago: quando tutti pensavano che ormai avesse raggiunto l’accordo coi Sacramento Kings, Andrea Bargnani ha tirato fuori dal cilindro la firma coi Brooklyn Nets. Resta fedele alla East Conference e soprattutto a New York, il centro della nazionale italiana, nonostante il suo valore sul mercato sia tragicamente calato dopo 9 anni di NBA, a cui era approdato come prima scelta assoluta al draft 2006 (primo europeo di sempre a riuscirci, pensa te): dai 10 milioni di dollari all’anno del 2009 coi Toronto Raptors, di cui in seguito divenne anche capitano nonché uomo-franchigia, a un biennale al minimo salariale con la seconda squadra di New York a 1,4 milioni di dollari all’anno, con possibilità di uscita tra 12 mesi. E dire che i Kings avevano formulato una proposta economicamente più vantaggiosa: 1,8 milioni di dollari per l’ex Knicks, che tuttavia ha preferito restare nella Grande Mela per questioni puramente tecniche, avendogli i Nets garantito maggiori possibilità di utilizzo, dopo l’addio di Mirza Teletovic, passato a Phoenix.

Niente da fare, dunque, per tutti quelli che sognavano il ritorno dell’accoppiata tutta azzurra Bargnani-Belinelli, già vista a Toronto nel 2009-10. Quella, almeno dal punto di vista della continuità di rendimento, fu probabilmente la miglior stagione del Mago in NBA: nessun infortunio, 80 partite disputate su 80, e tutte in quintetto, a 17,2 punti di media a partita (solo l’anno successivo fece meglio di così, 21,4); e anche il Beli viaggiò con numeri discreti (17 minuti e 7 punti di media a partita), anche se la sua esplosione arrivò solo l’anno successivo a New Orleans. Ora i ruoli si sono invertiti: Belinelli non solo ha vinto il titolo con gli Spurs nel 2014 (primo italiano a riuscirci), ma si è ormai affermato come uno dei più eclettici specialisti della Lega e si è appena legato a Sacramento con un triennale a 6,5 milioni di dollari a stagione.

https://twitter.com/AndreaBargnani/status/620395345655267328