Cesare Prandelli apre al sampdoriano Mauro Icardi (foto by infophoto). E in futuro potrebbe toccare al palermitano Pablo Dybala.

La nazionale azzurra, in cerca di nuovi bomber, si allinea al resto del mondo e tiene in considerazione la possibilità di arruolare giocatori di nascita e formazione straniera, ma mai utilizzati nelle loro nazionali.

A partire dalla naturalizzazione di Mauro German Camoranesi (nel 2003), sono sei i giocatori che hanno vestito finora l’azzurro senza essere italiani di nascita. In alcuni casi si tratta di evidenti flop, come ad esempio, Amauri o Ledesma, oppure di giocatori dalla tenuta fisica ormai precaria, vedi Thiago Motta.

Siamo lontani dall’ondata degli anni 50 e 60, in cui venivano “italianizzati” fuoriclasse di risonanza mondiale come Sivori, Altafini, Schiaffino, Ghiggia o Montuori, ma anche dagli anni 30, in cui era facilissimo trovare radici italiche in giocatori già affermatisi in altre selezioni, vedi Cesarini, Monti, Orsi e Andreolo.

Se la linea di Prandelli è quella dei giovani come Icardi, ben vengano altre naturalizzazioni, a patto, come succede all’estero, che il giocatore in questione sia integrato, conosca almeno la prima strofa dell’inno e sappia esprimersi accettabilmente nella nostra lingua.

Altrimenti, rischieremo di diventare un classico cimitero degli elefanti…

Gli oriundi in azzurro da 2000 in poi:

Camoranesi (Argentina)

Schelotto (Argentina)

Amauri (Brasile)

Thiago Motta (Brasile)

Ledesma (Argentina)

Osvaldo (Argentina)