A poche ore dall’inizio del match contro l’Albania, il CT della Nazionale Azzurra si sfoga in un’intervista, parlando di come il calcio italiano non stia andando nella direzione giusta e lanciando un duro colpo ai giocatori, affermando: “devono ritrovare la voglia di faticare”, altrimenti, continua Antonio Conte, “sarà solo l’inizio di una discesa”.

L’ex allenatore della Juventus si aspettava di più dai propri giocatori, non solo da un punto di vista prettamente calcistico, tecnico e tattico, ma dal punto di vista della disponibilità durante gli allenamenti. Come sappiamo il lavoro del Commissario Tecnico è molto difficile, allenare calciatori di club differenti, creare sintonia e situazioni di gioco da produrre poi in campo è complicato ed è per questo che c’è bisogno dell’aiuto dei calciatori, soprattutto in una situazione come quella attuale, ed è lo stesso Conte ad esprimere il proprio disappunto.

La partita contro la Croazia è stata sicuramente la scintilla che ha scatenato nel mister una preoccupazione per il futuro, gli azzurri sono apparsi “mosci” e a tratti confusi. La superiorità croata è stata evidente, sotto ogni punto di vista, dalle trame di gioco alla condizione atletica. Quest’ultima è stata sempre il vero credo calcistico di Antonio Conte, la forma fisica è fondamentale per poter ambire a grandi traguardi.

Il CT azzurro attacca anche Mario Balotelli, facendo capire che in questo momento appare un caso ormai disperato. “Non sono così presuntuoso da ritenermi diverso da grandi allenatori: il passato insegna che loro non sono riusciti a cambiare Balotelli”, queste le parole di Conte, che fa capire a tutti che il destino del giocatore dipende soltanto dalla sua voglia e dalla sua disponibilità. SuperMario dovrà però aspettare fino al 2015 per provare a riconquistare una convocazione in azzurro, per colpa dei problemi fisici riscontrati nei giorni precedenti alla partita contro la Croazia.

Un chiaro segnale quello lanciato da Antonio Conte, che al momento appare tutt’altro che soddisfatto da questa Nazionale. I giocatori, nessuno escluso, dovranno rimboccarsi le maniche e dare il massimo, altrimenti il calcio italiano continuerà la sua lenta ma disastrosa caduta.