Alla vigilia dell’amichevole col Belgio, nazionale che ha raggiunto ormai senza troppo sorprendere il primo posto del ranking mondiale Fifa, il ct Antonio Conte, commosso nel ricordare le vittime dell’Heysel (si gioca a Bruxelles) e in generale un episodio largamente luttuoso della storia del calcio planetario, intervistato dalla Gazzetta dello Sport espone le sue convinzioni su come affrontare la nazionale che in questi anni ha mostrato il percorso evolutivo più significativo:

“Abbiamo utilizzato questi giorni anche per raccogliere dati in vista dell’Euroepo, comparandoli con quelli di un anno fa. Ci aspetta una partita bella, importante, contro una squadra che oggi è chiaramente una delle favorite per la vittoria dell’Europeo. Una squadra piena di talento: in poco tempo sono riusciti a crearsi un serbatoio giovanile straordinario, onore a loro e al movimento ricco che c’è dietro. E che deve farci un po’ invidia”.

E, più diffusamente sulla parabola di crescita della nazionale belga: “Faccio quello che posso, monitoro tutte le under, ma c’è grande differenza fra i due movimenti. Sono arrivati dal 67° al 1° posto nel ranking soprattutto grazie a centri di formazione che non sono solo per dilettanti, ma anche per professionisti. Grazie al fatto che tutti i club mettono a disposizione i propri giocatori alla federazione. È difficile cambiare un movimento se non si possono fare certe cose, se non c’è adesione al progetto di tutte le società professionistiche: noi siamo lontani da tutto questo“.

Poi, entrando nel dettaglio di quello che potrà essere il match e che sicuramente non avrà un carattere così tanto amichevole conoscendo la grinta dei due commissari tecnici: “Wilmots odia perdere? Beh, allora siamo in due. Mi interessa testare delle situazioni tattiche anche in vista Europeo, fare certe valutazioni: vogliamo giocare a calcio, dare impronta, fare la partita, non ci chiuderemo cercando qualche contropiede furtivo e se poi saranno più forti di noi, ne prenderemo atto. Analizzeremo un eventuale risultato positivo senza esaltarci, e quello eventualmente negativo per riflettere. Dobbiamo avere chiara la strada che ci aspetta e come migliorare, per arrivare all’Europeo preparati sotto ogni punto di vista“.

Conte risponde così inoltre alla domanda sulle assenze di giocatori fondamentali come Pirlo, De Rossi, Verratti: “A turno abbiamo già fatto a meno di loro in queste qualificazioni e per questa partita recuperiamo Marchisio: sono test che servono ad aggiungere alle certezze delle alternative importanti, giocatori che diano l’affidabilità necessaria per un torneo con soli 23 giocatori, con tre portieri. La scelta di quei 23 sarà tanto se non tutto“.

Poi, più analiticamente sui moduli e sulla tattica, l’ex tecnico della Juventus sottolinea: “Con l’Azerbaigian abbiamo utilizzato il 4-4-2, contro la Norvegia il 3-5-2 e poi il 4-4-2. Non sottovalutate il 3-5-2, che per me è in realtà un 3-3-4 offensivo. Quando parlo di risposte tattiche intendo che voglio capire in partite toste come queste, con un’avversaria che in questo momento sembra superiore, dove andiamo. Ho bisogno di un quadro il più possibile completo, per poi andare dritto. Ma ho le idee già abbastanza chiare“.