La Nascar (foto by InfoPhoto) è pronta a sbarcare in Italia, magari con un suo campionato regolare. Tutto vero o solo un sogno? A sentire le parole del vicepresidente della Nascar, George Silbermann, il quadro pare decisamente realizzabile. Leonardo.it ha intervistato Silbermann per capire quale sarà il futuro della Nascar in Italia.

Signor Silbermann, la Nascar anche quest’anno ha presenziato a Monza, come avvenuto negli ultimi anni regolarmente: siete soddisfatti?
“Siamo più che soddisfatti. Siamo molto contenti di essere stati ospitati da Monza per la tappa europea dell’Euro Racecar NASCAR Touring Series, anche i tifosi e gli spettatori ci hanno dato dei feedback positivi”.

Che cosa significa organizzare un evento così complicato come una gara di Nascar in un weeked?
“Come molti altri appuntamenti professionistici sportivi, c’è un massiccio lavoro di progettazione e pianificazione prima e molto lavoro dietro le quinte durante la manifestazione. Fortunatamente i nostri partners sono di alto livello e tutti diventa più semplice”.

Cosa ne pensa dell’Automodromo di Monza? E’ uno scenario giusto per un evento come la Nascar?
“Monza è un circuito che è sinonimo di affidabilità, con un ricco background di storia motoristica. Forse non lo sapete, ma il fondatore della Nascar, Bill France Sr, fu uno degli ingegneri chiamati a progettare il tracciato. Quindi nessuna sorpresa che il classico layout di Monza ricordi molto quello di Daytona”.

Con la Nascar è arrivato in Italia anche il tipico modo di gestire eventi americano: avete trovato difficoltà ad organizzare l’evento? Le differenze sono molte…
“Francamente anche all’interno degli Stati Uniti ci sono modi organizzativi diversi da uno stato all’altro e le differenze aumentano anche con le gare che esportiamo in Canada e Messico. La cosa importante è che i fans delle corse si divertano e che ci sia uno show piacevole, che gli organizzatori e gli sponsors siano contenti e che i piloti possano battagliare in pista”.

Nel 2012, durante un’intervista con Max Papis (pilota italiano di Nascar) si era parlato di un progetto relativo alla creazione di una gara ufficiale del campionato Nascar da ospitare in Italia: c’è qualche novità?
“Il rapporto con Max risale ai tempi in cui ero un ufficiale di gara con la IMSA (i giudici di gara in America, ndA) e lui, con un prototipo di una Ferrari 333SP, gareggiava in gare come la 24 Ore di Daytona. E’ quasi strano pensare che ora siamo tutti e due in Nascar. Per quanto riguarda la sua domanda… beh, la Euro Racecar NASCAR Touring Series è già una gara ufficiale, ma se si riferisce ad altre serie della NASCAR, forse è ancora prematuro parlarne… qualcosa comunque bolle in pentola”.

La gara di Monza è stata l’unica di Nascar per questo 2013 in Italia: è possibile ipotizzare in futuro più di un appuntamento all’anno nel nostro paese?
“E’ presto per dirlo, ma non escludo nulla”.