Quattro punti in quattro partite. Una vittoria, due sconfitte e un pareggio. Una media che ben poco si addice ad un grande obiettivo. Quello mai menzionato, ma più volte citato e decantato la scorsa estate. E’ questo il bilancio del Napoli a quattro giornate dall’inizio del campionato. Sono questi i risultati della compagine partenopea, del suo rendimento sul campo. Ed è proprio questo che preoccupa: la prestazione.

Sì perché anche con il Palermo si sono manifestati i sempiterni limiti che impediscono di fare il salto di qualità. Errori. Cali di concentrazione. Determinazione a fasi alterne. Mancanza totale di cattiveria agonistica. Higuain e compagni non mordono le caviglie degli avversari. Non mordono l’area di rigore opposta. Non incidono, semplicemente subiscono. Correttivi in fase difensiva? Ma dove?

Il reparto arretrato sembra sempre quello più penalizzato e per questo ingiuriato: ma cosa dire della mancanza di costruzione? Cosa dire della completa assenza di una manovra? Inler non imbastisce, bisogna affidarsi sempre ai recuperi di Walter Gargano che senz’altro ci mette l’impegno e la grinta ma di certo non pecca in qualità. Lì davanti? Fiammate dei singoli e spunti, ma poi?

Si persevera nel fraseggio e nel gran possesso palla quasi si debba aumentare il proprio primato in statistica, ma la concretezza dov’è? Intanto si arriva in area e si spreca. Si va in rete e si sciupa. Il pareggio contro i siculi sa più di sconfitta. Una sconfitta personale prima ancora che tattica o tecnica, perché il Napoli visto sul terreno di gioco non è guerriero, non è operaio. Una accozzaglia di uomini che ha perso la bussola.

C’è chi punta il dito contro Bilbao quale causa di tutte le sciagure. C’è chi lo punta contro Aurelio De Laurentiis, colpevole di un mercato effettivamente senza logica. Chi lo punta contro Rafa Benitez, responsabile  di un “rinnovo sì, rinnovo no” che ha di fatti reso ancora più fragile un equilibrio già precario e che continua cocciutamente a seguire le proprie idee poco adatte al ruolo di buona parte della rosa. Chi lo punta contro la squadra che, in alcuni suoi uomini, deficita in capacità o volontà.

Le colpe ci sono tutte, ma devono essere sapientemente dosate. I prossimi impegni saranno contro il Sassuolo dell’affamato Zaza e in Europa con lo Slovan Bratislava. Non c’è tempo per pensare ma solo per recuperare, d’altronde si gioca ogni quattro giorni. Intanto Juventus e Roma allungano, ma probabilmente è preferibile guardarsi indietro piuttosto che avanti.

Rafa Benitez ha dichiarato nel post gara: «L’aspetto positivo è che abbiamo segnato tre reti, c’era un rigore netto che poteva cambiare tutto, è tutto un problema di serenità che manca».

Il d.s. Bigon ha invece rassicurato: «Questa squadra è unita e si risolleverà. Dobbiamo recuperare l’entusiasmo. Insieme a Benitez proseguiremo nel progetto iniziato la scorsa stagione».

La domanda a questo punto ci sorge spontanea: «Quale progetto?».

(immagine di copertina e fotogallery)