Napoli-Milan finisce con il risultato tondo che era stato immaginato alla vigilia, un 3-0 che non lascia troppo spazio all’immaginazione, anche se effettivamente il modo in cui si è arrivati a questo risultato è piuttosto originale. In 10 dal 1’, infatti, la squadra di Inzaghi si è opposta fino al 70’ all’idea di incamerare la terza sconfitta consecutiva, ma alla fine ha ceduto di schianto allo strapotere degli azzurri, in gol tre volte in 5’ con Hamsik, Higuain e Gabbiadini. Benitez sale a -4 dal terzo posto occupato dalla Lazio.

E sarebbe potuta andare peggio, anzi molto peggio. Dopo esattamente 42 secondi dal fischio d’inizio, come detto, Mattia De Sciglio corona una stagione da incubo azzoppando Hamsik al limite dell’area piccola, costringendo Mazzoleni ad assegnare il rigore e soprattutto a estrarre il cartellino rosso più rapido della storia della Serie A. Peraltro, si tratta della decima espulsione in 34 giornate per il Milan. Sembra l’anticamera di un massacro in stile Cordoba-Barcellona 0-8, e invece il Pipita Higuain dal dischetto si fa ipnotizzare da un fenomenale Diego Lopez. Paradossalmente, l’episodio finisce per innervosire il Napoli e galvanizzare il Milan, che passerà i restanti 45’ a difendere bassissimo, arroccato attorno agli ottimi Alex e Paletta, senza tuttavia mai penare più di tanto. Più colpa degli azzurri che merito dei rossoneri, ovviamente: la squadra di Benitez, forse convinta di avere la strada spianata (come dargli torto, peraltro), non riesce ad attaccare con la giusta lucidità, e finisce per schiantarsi puntualmente contro la muraglia di Inzaghi, posta più o meno all’altezza dell’area di rigore. Non convince per nulla la performance di Jorginho e ancor meno la scelta di Benitez di invertire le posizioni di Insigne e Callejon. E così, ancora più paradossalmente, la migliore occasione di tutto il primo tempo capita agli ospiti, con un colpo di testa di Bonaventura, su cross dalla sinistra di Bocchetti, che si stampa sull’incrocio dei pali (39’).

Stessa sinfonia, ovviamente, anche nella ripresa: Napoli che attacca a spron battuto, Milan che difende ogni metro con le unghie e con i denti, senza mai uscire fuori dalla propria trequarti. Rafa butta nella mischia anche Gabbiadini, arretrando Hamsik, e, complice anche la stanchezza dei rossoneri, la pressione azzurra diviene ben presto insostenibile. Callejon spreca un paio di palloni d’oro, l’eccellente Paletta centra un auto-palo clamoroso, ma al 25’ finalmente il fortino cede. E’ capitan Hamsik a far breccia con un piatto elegante a fil di palo, approfittando di un goffo rinvio di testa di Bonera, entrato da pochi minuti al posto di Bocchetti (bella mossa, Pippo). Saltato il tappo, com’era prevedibile, ecco l’inondazione. Il Milan evapora fisicamente e psicologicamente, come peraltro è accaduto quasi sempre quest’anno dopo aver preso gol, e nel giro di 5’ il Napoli segna il secondo e il terzo gol (Higuain e Gabbiadini) con facilità disarmante. Il finale è solo un’appendice inutile a una partita che, senza il miracolo di Diego Lopez al 1’, sarebbe potuta terminare in un modo sanguinoso. E invece è stata soltanto deprimente, in linea con il resto della stagione.