Le pagelle commentate di Napoli-Milan 3-1

ABBIATI 6.5: vive lunghi momenti di pura angoscia, vedendosi spuntare giocatori in giallo da ogni parte e rischiando il rosso con un’uscita disperata su Mertens. Incolpevole su tutte e tre le reti del Napoli, salva il salvabile

DE SCIGLIO 5: schierato un tempo a destra e un tempo a sinistra, gioca egualmente male su entrambi i versanti del campo, soffrendo le pene dell’inferno in fase difensiva e non appoggiando quasi mai l’azione d’attacco

RAMI 6.5: è l’unico della difesa rossonera a non dare mai l’impressione di dondolare come un incisivo da latte, anzi si prodiga a metter pezze sulle abbondanti voragini lasciate dai compagni di reparto. Si conferma in netta crescita dopo la buona prova contro il Torino

MEXES 4.5: in un mese è passato da titolare, a rimanenza di magazzino, a capitano al San Paolo: a rigor di logica, o qualcuno si sbagliava prima, o qualcuno si sbaglia adesso. In attesa di capire da che parte stia la verità, lui ci dà un indizio, facendosi portare a spasso da Higuain per tutta la durata del match

EMANUELSON 4.5: Mertens e Maggio lo massacrano a tal punto da muovere a pietà il connazionale Seedorf, che nella ripresa lo sposta all’ala destra, dove almeno non fa danni

(MONTOLIVO 6: il suo ingresso in campo coincide col miglior momento della squadra, offre due ottimi palloni a Balotelli e Pazzini)

ESSIEN 5: diciamo la verità, quello della prima frazione somigliava maledettamente a un giocatore ormai prossimo alla pensione. Nella ripresa, per fortuna sua e del Milan, mostra qualche bagliore dell’antica classe, impegnando Reina con un gran tiro al volo e ispirando una delle poche azioni collettive rossonere della serata, conclusa con un cross radente di Abate salvato da Reina. Sospiro di sollievo per il futuro, ma la prestazione rimane negativa

DE JONG 5: travolto da Hamsik e Inler, non può certo addossare l’intera colpa alla ruggine del compagno di reparto. E meno male che il modulo a due mediani era il suo preferito

ABATE 4.5: Ignazio Ronaldo viene schierato inusitatamente da trequartista destra e lui ripaga la più sconsiderata delle mosse di Seedorf nell’unico modo possibile: aggirandosi per il campo come un tizio sobrio a una festa di sconosciuti ubriachi. L’esperienza lo traumatizza a tal punto che anche quando viene riportato nel suo habitat naturale, l’out basso destro, continua a balbettare, regalando almeno due ripartenze agli avversari

ROBINHO 4: un ectoplasma che consiglieremmo di schierare soltanto in caso di epidemia di Morte Rossa a Milanello. D’altra parte, lui è due anni che vuole tornare in Brasile per fare al sole ciò che fa in Italia sotto la pioggia: cioè, niente

(KAKA’ 5.5: malato, sciancato, appestato, combina ben poco ma almeno ci mette un po’ di sangue)

TAARABT 6.5: otto minuti per segnare il suo primo (splendido) gol in Italia, otto minuti per diventare il più precoce marcatore straniero della storia del Milan, otto minuti per far più di quanto ha fatto Robinho in tutta la stagione. Otto minuti, insomma, per prendersi una maglia da titolare. E anche gli altri 82’ sono stati niente male: nessun fenomeno all’orizzonte, ma il ragazzo ha piede, passo e cattiveria. Roba di lusso per questo orribile Milan

BALOTELLI 4: l’impronta più marcata che lascia sulla partita è rappresentata dai lucciconi versati in panchina dopo la sostituzione, e speriamo siano dovuti alla consapevolezza di aver offerto ad allenatore, squadra e tifosi la sua peggiore incarnazione tecnica, quella di un non-centravanti che non fa mai un movimento per i compagni, pigro e molliccio come un bruco. Meno male che Pia non può ancora sedersi a bordo campo per guardare giocare il suo daddy. Beata lei

(PAZZINI 5.5: a differenza di Balotelli, lui il senso della prima punta ce l’ha, eccome. Ma stavolta gli ha detto male, perché sul cross di Abate arriva un attimo in ritardo e sull’assist di Montolivo sbuccia addosso a Reina)

SEEDORF 4.5: probabilmente, se il metodo di scelta degli 11 titolari fosse stata la roulette, sarebbe comunque venuta fuori una formazione più sensata di quella che Clarence ha schierato per la sfida del San Paolo. Robinho centrale e primo portatore del pressing? Abate trequartista destro? Mexes capitano? Il Napoli lo riconduce in fretta alla realtà e nella ripresa, con Abate riportato in difesa e Kakà in campo, le cose sono sicuramente migliorate, anche se la squadra di Benitez ne ha fatti altri due. Sottile è il confine tra coraggio e incoscienza, tra sperimentazione e azzardo: speriamo che se ne accorga in fretta