La vigilia di Napoli-Legia Varsavia è stata tormentata da scontri ultras. Diverse le zone del capoluogo campano in cui si sono registrati scontri.

I primi tafferugli si sono registrati nella serata di ieri a Capodichino, nei pressi dell’hotel Millenium, dove alloggiavano decine di tifosi polacchi. Scontri sedati dall’arrivo della polizia, costretta ad intervenire poco più tardi anche in piazza Garibaldi.

Nel piazzale antistante la stazione centrale gli scontri sono violentissimi, le forze dell’ordine intervengono anche in piazza Carlo III. I tifosi polacchi colpiscono auto in transito con bottiglie di vetro. Sono le 2.30 e Napoli sembra sotto assedio: decine le sirene delle volanti, in molti pensando ad un attentato.

Ad avere la peggio quattro ventenni che stavano percorrendo Via Marina a bordo di una auto. Decine di tifosi polacchi in fuga dalla polizia circondano la vettura, la colpiscono con calci e pugni ed infine lanciano un fumogeno al suo interno.

La macchina prende fuoco, i quattro occupanti sono costretti a ricorrere alle cure mediche.

Un tassista, ascoltato dal Corriere della Sera, racconta la notte d’inferno vissuta da Napoli: “E’ stato incredibile, non si poteva più camminare. Napoletani e polacchi si massacravano ovunque“.

Polizia e Carabinieri arrivano a capo della situazione solo intorno alle 3, quando stringono i polacchi in un angolo della metro di piazza Garibaldi.

Ma la caccia al polacco da parte dei napoletani proseguirà ancora. All’alba il bilancio parla di venticinque feriti, di cui dieciagenti delle forze dell’ordine e centinaia di fermati (65 identificati tra i tifosi polacchi). Ingenti i danni a varie stazioni della metro e piazze.