Il Napoli si complica la vita sulla strada che porta alla finale di Europa League di Varsavia, non andando oltre l’1-1 casalingo contro il Dnipro nella gara d’andata della semifinale dell’ex coppa Uefa. In rete sono andati David Lopez (49′) e Seleznyov (80′).

Un pareggio che sa di amaro per diversi motivi. Perché gli azzurri avrebbero meritato di più (praticamente nulle le occasioni concesse agli ucraini, che hanno capitalizzato l’unica opportunità), perché l’arbitro, il norvegese Svein Oddvar Moen (etichettato come ‘incapace’ da un utente di Wikipedia, evidentemente arrabbiato dopo la topica di ieri) ci ha messo del suo concedendo al Dnipro un gol in doppio fuorigioco, perché Higuain e compagni, sull’onda dell’entusiasmo del vantaggio di David Lopez, avrebbero potuto subito segnare il colpo del ko, perché ora il passaggio del turno si fa inevitabilmente più duro.

Nel primo tempo il Dnipro, appena sei gol subiti nel 2015 prima della gara del San Paolo, chiude bene gli spazi. Il Napoli ci prova due volte con Insigne (palo esterno con parabola da trenta metri e tiro fuori su assist di Higuain). Andujar è impegnato solo una volta su tiro di Kankava.

La squadra di Benitez viaggia meglio nella ripresa. Subito in gol con David Lopez (colpo di testa ad anticipare Federchuk su angolo di Insigne), appena cinque minuti più tardi il Napoli sfiora il raddoppio con Gonzalo Higuain, che a tu per tu con Boyko si fa respingere la conclusione.

Gli azzurri capiscono che è il momento di affondare il colpo. Gli ucraini sembrano in difficoltà. L’attaccante argentino potrebbe nuovamente raddoppiare, ma la sua conclusione del minuto 62 è fermata dall’attento portiere ucraino.

Napoli tamburellante in un secondo tempo in cui le occasioni piovono. Ci provano Callejon e ancora una volta il Pipita. Niente da fare. La squadra di Markevych regge l’urto e conserva lo svvantaggio minimo, che pure sarebbe un risultato da non scartare in vista del ritorno.

Ma la beffa è dietro l’angolo. E’ il minuto 81 quando Fedecky fila via sulla destra e crossa basso trovando la deviazione vincente di Seleznyov, entrato da appena un minuto al posto di Kalinić.

Pari del Dnipro e proteste del Napoli che non crede ai propri occhi. L’assistente di Moen resta con la bandierina abbassata nonostante la doppia posizione di fuorigioco,visibile ad occhio nudo, di Seleznyov e di un compagno di squadra.

Nulla da segnalare nei restanti minuti, il Dnipro non corre più pericoli. Al Napoli resta la beffa ed il compito di vincere ( o pareggiare segnando 2 o più reti) in Ucraina.

DE LAURENTIIS FURIOSO

Alla fine della partita, in sala stampa, va in scena un De Laurentiis furiosissimo. Ce l’ha con la direzione della gara del sestetto arbitrale e con Platini.

Ma come si fa a far dirigere una partita di questo livello ad un arbitro così? Aldilà del gol del Dnipro in fuorigioco, abbiamo capito subito, dopo pochi minuti, quale sarebbe stato l’andazzo della partita. E’ stato un teatrino. A questo punto cosa devo pensare? Che Platini voglia far vincere il Siviglia? A questo punto consegnino agli spagnoli pure quest’altra coppa. Perché Platini vuol farsi odiare da una tifoseria che conta sei milioni di appassionati nel mondo? Vada via“.

Un De Laurentiis che si è presentato nervoso davanti ai microfoni dei giornalisti (“e l’ho anche calmato“, racconta un membro dello staff azzurro negli spogliatoi.

Più pacata l’analisi di Benitez. “Abbiamo giocato bene, ora siamo chiamati a fare una grande partita in Ucraina. Purtroppo il gol in fuorigioco condiziona la partita e la qualificazione“.

Markevich, allenatore del Dnipro, ammette l’assistenza della dea bendata: “Siamo stati fortunati, il gol in fuorigioco? Non ho visto…“.