«Voglio lottare per vincere lo scudetto».

E’ un De Laurentiis determinato quello apparso questa sera sul palco del teatro di Folgarida durante l’incontro svoltosi tra Benitez, Albiol, Maggio e i tifosi. Il patron del Napoli ha risposto ad alcune domande, toccando gli argomenti più svariati e non disdegnando un momento di visibile commozione quando ha parlato del suo legame con la napoletanità.

«Mio padre, mio nonno, mi hanno insegnato cosa vuol dire essere napoletano. E’ questo il motivo che mi ha spinto a prendermi cura del Napoli. Spesso si parla di Maradona, un napoletano doc e il più grande di tutti, anche di Pelé. Io gli ho proposto di fare l’ambasciatore di Napoli nel mondo ma ha ancora degli interessi negli Emirati Arabi. E’ un’icona che va rispettata e tutelata. Quando vorrà, lo accoglieremo a braccia aperte.

Durante il Mondiale abbiamo fatto una figura di m…. soprattutto per l’atteggiamento. Balotelli ha bisogno di ricominciare dal basso e di fare un gran bagno di umiltà. Deve isolarsi per potersi ritrovare, conoscere meglio.

Mazzarri? Voleva che con i tifosi non mi sbilanciassi troppo, ma io gli obiettivi cui puntiamo li voglio dire. Voglio essere trasparente, non ho nulla da nascondere. Lui non fu d’accordo nemmeno su Verratti. Io avevo offerto 11 milioni per il centrocampista, ma alla fine non lo comprai perché non voleva farlo giocare. Vargas invece lo acquistai perché feci di testa mia. Ora tornerà e parlerà con Benitez: se il tecnico lo vorrà resterà, in caso contrario lo venderemo. E’ giovane e ai giovani non vanno tappate le ali.

Mercato? Arriveranno altri rinforzi, sperando di indovinarli e che ci diano il giusto slancio per la prossima stagione. Con Benitez e Bigon sondo sempre il mercato. Centrocampisti? Vedete, i nostri svizzeri al Mondiale hanno fatto bene. Non è facile giocare con un nuovo modulo e mettere in pratica un calcio internazionale come vuole Benitez. Abbiamo troppi giocatori, la rosa si deve alleggerire. Mascherano? Bisogna vedere se lo vendono e se lui vuole venire e quanto vuole guadagnare. Se devo tenermelo solo 3 anni e mezzo preferisco lavorare coi ragazzi più giovani.

Stadio? Se volessimo costruirlo penso che per dieci anni non faremmo mercato. Mi auguro che il Comune me lo dia in gestione per abbellirlo. Addio di Conte? Credo abbia capito che sarebbe stato difficile vincere lo scudetto per la quarta volta e fare bene in Europa. Lo scorso anno abbiamo avuto molti infortuni. Se non ci fossero stati, la Roma non sarebbe arrivata seconda».

(immagine di copertina e fotogallery by Infophoto)