<< Voglio costruire un Napoli che stia stabilmente nel calcio che conta, in Europa e in Italia.

Oggi è il 7 giugno 2014, esattamente dieci anni fa ero negli Stati Uniti a preparare un film. Dopo poco tornai a Capri e lessi del fallimento del club partenopeo: nel 1999 volevo rilevare la società ma non ci riuscii, stavolta il Napoli era fallito e volevo riprovarci. Ricordo ancora mia moglie, pensò fossi diventato pazzo. Preparai tutti gli assegni ed entrai nel calcio. Non me ne sono mai pentito, se tornassi indietro lo rifarei. Ho sempre avuto una passione fuori misura per la napoletanità, una follia simile volevo farla da sempre >>.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate da Aurelio De Laurentiis, presidente del club azzurro.

Il patron, insieme all’ex campione Gianfranco Zola, è stato protagonista di un convegno tenutosi a Piazza del Gesù a margine della terza edizione dell’evento “La Repubblica delle Idee”.

<< Il calcio sta cambiando, vanno ridisegnati i campionati dalla C alla A.

Sono fiero della Champions disputata quest’anno. Purtroppo non siamo andati avanti ma abbiamo dato filo da torcere a squadre fortissime e siamo usciti con dodici punti: un punteggio anomalo.

Ora i napoletani sognano lo scudetto, ed io sono il primo a volerlo vincere. Per riuscirci c’è bisogno di equità di fatturabilità, un’equità che ad oggi nel calcio italiano non c’è. Tuttavia possiamo vantare un bilancio sano, stipendi pagati con puntualità. Continueremo a fare le cose per bene al fine di avere una squadra che adesso e negli anni futuri possa lottare ai vertici del campionato e agli alti livelli europei >>.

De Laurentiis ha poi proseguito: << Il San Paolo ha bisogno di un restyling e dovrebbe essere riurbanizzata tutta l’area ad esso adiacente. Intanto ho investito un milione di euro per rinnovare ed ampliare il Centro Tecnico di Castel Voltuno: abbiamo allargato la palestra, rimodernato gli uffici e preparato una piscina al coperto per permettere ai calciatori di lavorare in tutte le migliori condizioni.

Abbiamo iniziato un progetto con Rafa e il suo modulo. Dopo la sua prima stagione miglioreremo e perfezioneremo la rosa. Vogliamo proseguire nella crescita >>.

<<Quanto al settore giovanile – ha concluso il patron – mi trovo ad un bivio: investire, anche se c’è un entroterra fatto di caos e cose complesse, o fare una squadra di serie C dove far crescere quelli della Primavera. Non metterei mai una squadra di serie C nelle mani di chiunque, bisogna avere dei bravissimi collaboratori >>.

(foto by Infophoto)