Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis torna a parlare e ogni volta che lo fa, è un vero fiume in piena. Ovviamente non si poteva che iniziare dal tormentone dell’estate, ovvero Higuain e la sua presunta voglia di andare agli storici rivali della Juventus: «Se la Juventus dovesse tornare alla carica, servirebbe il consenso di Higuain. E sarebbe un tradimento», ha tuonato il numero uno del club azzurro.

De Laurentiis ha poi spiegato meglio il suo pensiero circa un ritorno alla carica della Juventus per il Pipita: «Anche se la Juventus dovesse tornare alla carica, serve il consenso di Higuain. Da un lato ti professi curvista, cantando la canzone del San Paolo, poi passi alla concorrente storica del Napoli? La partita delle partite è da sempre con la Juve. Io non ho mai parlato con Higuain, quindi sono tutte illazioni, mosse da scopi diversi. La vera proposta l’ho ricevuta un mese fa dal presidente dell’Atletico Madrid. Aveva offerto 60 milioni più 2/3 giocatori, ma ho risposto che non si può fare. Bisogna pagare la clausola», ha ribadito.

Molti tifosi sperano di rivedere Cavani con la maglia del Napoli, qualora Higuain dovesse realmente partire, ma De Laurentiis smentisce immediatamente che un ritorno simile possa accadere: «Io non credo. Ha dichiarato che non va d’accordo con me, non so per quale motivo. Forse perché l’ho venduto troppo bene e il Psg pretendeva di più da lui rispetto a quello che ha dato». Dopodiché, ecco arrivare una nuova stilettata proprio al Pipita: «Higuain alla Juve? Sarebbe un tradimento a se stesso. Uno non va sotto una curva a intonare l’inno della città… Sarebbe un controsenso. Tutti sanno da sempre che Napoli e Juve sono un po’ come cane e gatto. Sarebbe il re dell’assurdità se facesse una cosa del genere».

Il presidente azzurro coglie l’occasione per spiegare meglio la faccenda della clausola e i rapporti con il fratello/manager del giocatore: «Le strategie del fratello di Higuain non mi appartengono. Non sono un veggente. Certo è che esiste una clausola per la quale i giocatori sono punibili economicamente laddove vengono anche meno alla riservatezza. Certe informazioni non si potrebbero dare… Il Napoli sono tanti anni che compete a un certo livello. Dire che non è all’altezza, non è corretto. Altrimenti perché ci avrebbe mandato il fratello. Gli abbiamo risvegliato una certa vena realizzativa. Se uno ha altri scopi o segnali da mandare a terze persone per farsi fare delle offerte che magari non arrivano, questo lo sa soltanto il fratello di Higuain».

Capitolo Nazionale. Anche in questo caso, De Laurentiis non le manda certo a dire: «Io Ventura l’ho avuto. Marino lo mandò via dopo solo 3 mesi e prendemmo Reja. Ho visto giocare il Torino molto spesso benissimo, altre volte malissimo. C’è però un modulo che è limitante, che abbiamo usato anche noi, che mi ha fatto perdere Verratti. È un modulo che pochi utilizzano in Europa. Se prendiamo le vincenti della Champions, nessuno gioca col 3-5-2. Tavecchio è un ‘ultra-centenario’ si rivolge a un ‘ultra-centenario’ come Ventura. Conte è il migliore a unire lo spogliatoio, ma col suo modulo farà fatica al Chelsea. Quando mi si parla di Ventura e Tavecchio mi sembra che non si sia svecchiato proprio nulla. Io la Nazionale la concepisco facendo giocare tutti i giovani, non tutti gli anziani per paura di sbagliare. Chi non ha gli attributi per sbagliare è perché gli fa comodo avere sempre la poltrona riscaldata e pronta. Così però non si innova, non si fanno uscire i ventenni. Io dico sempre che è tutto da rifondare. Il signor Tavecchio ottiene la moviola in via sperimentale. Siamo i primissimi, da applaudire. Però poi l’hanno blindata. Perché? Sarebbe divertente mettere le moviole a confronto. La gente si appassiona, ci crede, vede un discorso di lealtà. Io Tavecchio non lo capisco. È tutto un discorso di potere. In Italia ce li inventiamo i poteri e i ruoli. La Federazione secondo me non servirebbe in un mondo moderno. Sembra che loro siano quelli che devono onorare la festa, ma non si preoccupano di quello che succede intorno».