Dieci giorni o poco più. Sessanta giorni e non uno in più. Ormai la questione ‘San Paolo’ è diventata un vero e proprio caso. Un cumulo di conti matematici e di occhi fissi al calendario. Bandolo della matassa sempre lo stesso: la mancanza di un accordo tra Calcio Napoli e Comune riguardo la convenzione d’uso dell’impianto di Fuorigrotta.

Inizialmente si era parlato di risolvere la faccenda in una decina di giorni. Successivamente era stata approvata dallo stesso Comune una delibera che prorogava di 60 giorni la convenzione d’uso, in modo da garantire che la squadra partenopea potesse almeno disputare i preliminari di Champions nel capoluogo campano. Il club di De Laurentiis, già qualche giorno fa, avrebbe dovuto indicare il San Paolo come impianto per l’intera competizione, ma non ha potuto farlo avendone disponibilità solo per due mesi. Oggi è arrivata la secca risposta della società  al Comune: « Non è sufficiente: manca il requisito fondamentale ». 

Per scrivere alla Federcalcio e l’Uefa, indicando lo stadio di Fuorigrotta come luogo nel quale disputare le partite durante la stagione 2014-2015, è necessaria una proroga di 12 mesi, ovvero fino al 30 giugno 2015. In caso contrario può vedersi concretamente realizzato il rischio di doversi spostare al Barbera di Palermo, scelta fatta obbligatoriamente dal presidente De Laurentiis un mese fa proprio perché non rinnovata la convenzione con il Comune nei tempi previsti.

Secondo quanto appreso da Il Mattino, in  aprile il club aveva versato sei milioni di euro in un’unica tranche (a fronte di crediti per quattro) proprio per saldare il debito verso l’amministrazione comunale ed accelerare la stipula della nuova convenzione, prospettando un’ipotesi-ponte di due o tre anni e scegliendo come advisor la Coni Servizi, avendo questo ente una grande esperienza sugli impianti sportivi. Tuttavia, gli incontri successivi tra De Laurentiis e il sindaco di Napoli De Magistris non avevano prodotto i frutti sperati.

Ora cosa accadrà? La tensione è alle stelle e nel capoluogo campano la preoccupazione è seria.