Che il clima a Napoli non fosse dei migliori durante e dopo la sconfitta casalinga dei partenopei contro la Lazio nell’ultima giornata di campionato lo si poteva benissimo intuire dalla contestazione esibita sulle curve del San Paolo ma che si potesse giungere a un’aggressione in piena regola ai danni di alcuni giocatori suona come un autentico insulto all’intelligenza dei tifosi. E infatti ci rifiutiamo di credere che possano essere stati dei supporter quelli che, come riferito da Corriere dello Sport e Gazzetta, nella notte di domenica scorsa 31 maggio, hanno aggredito Gonzalo Higuain e Mariano Andujar all’uscita dello stadio. Il rigore fallito dal centravanti argentino quando si era sul 2-2, le quattro reti subite da Andujar, tutto lascerebbe supporre una sorta di ritorsione da parte di qualche ultrà ben più che inferocito, ma – come nell’analogo episodio di qualche giorno fa occorso al romanista Yanga-Mbiwa – l’ “alibi del tifoso” non regge. Tifo e criminalità spesso non coincidono. Anzi, quasi mai.

Fortunatamente sia Higuain che Andujar non hanno riportato lesioni, “solo” attimi di panico per i due giocatori del Napoli. Dopo la partita la squadra si era fermata nella hall dello stadio per un rinfresco di fine campionato organizzato dal presidente Aurelio De Laurentiis per dare l’addio a Benitez. Dopodiché i giocatori, ognuno per suo conto, hanno lasciato lo stadio per raggiungere le proprie abitazioni. Higuain sale su un taxi con la madre (a Napoli in questi giorni) scortato dal fratello manager Nicolas e con Andujar, a bordo di un’altra auto, si dirige verso la tangenziale. All’altezza dell’incrocio tra Via Claudio e Via Terracina le due auto vengono accerchiate e aggredite da una banda composta da un a quindicina di teppisti a volto coperto che iniziano a caricare con pugni e bastoni sulle vetture, sfondando anche il parabrezza dell’auto del portiere argentino. Poi però le auto con a bordo calciatori e familiari sono riuscite a dileguarsi.