Che i diritti tv siano ormai considerati fonte privilegiata dell’economia calcistica del nuovo millennio e che per i club leitmotiv di sussistenza è cosa arcinota, e anche l’asta al rialzo che ogni anno rincorre soglie sempre più vertiginose è un fattore che oramai concorre a determinare la rilevanza mediatica delle top league europee. In questi termini è la Premier che funge da rullo compressore nella gara dell’esborso più esagerato per l’accaparramento dei diritti tv e così giunge notizia che in Inghilterra Sky England ha vinto la corsa contro BT Spoer con Murdoch che è riuscito a scucire la bellezza di 5,1 miliardi di sterline (6,9 miliardi di euro) per il triennio 2016-2019.

Il gruppo del magnate australiano, superando di quasi un miliardo di euro l’offerta dei rivali, si aggiudica in tal modo cinque dei sette pacchetti tv lasciandone solo due a BT, trasmetterà 126 partite per stagione, compresa la nuova fascia del venerdì sera (10 gare). A BT, che ha recentemente sborsato 897 milioni di sterline per i diritti sulla Champions League e l’Europa League per tre stagioni a partire 2015-16 rimarranno 42 partite in totale.

Con il nuovo accordo la Premier League, vista regolarmente a livello planetario (170 Paesi) da circa 3 miliardi di spettatori, diviene in assoluto il campionato più ricco del mondo diventando di fatto la seconda lega dopo la NFL statunitense. Un’escalation pazzesca in pochi anni, destinata a raggiungere livelli inimmaginabili se solo si pensa che nel 1992 Sky si era assicurata i diritti per la trasmissione tv del campionato inglese lungo cinque anni per 250 milioni di euro.

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