Muhammad Alì, morto oggi all’età di 74 anni a Phoenix, era personaggio fuori e dentro il ring. Ecco 6 video che aiutano a capire meglio chi era.

La sua favola iniziò a Roma…Olimpiadi del 1960. Da dilettante conquistò la medaglia d’oro dei mediomassimi. In finale vinse contro il polacco Zbigniew Pietrzykowski.

1964, anno di grazia. Muhammad Alì si laurea campione del mondo dei pesi massimi battendo lo strafavorito Sonny Liston. Un incontro passato alla storia.

Ma l’incontro più celebre della carriera di Alì è stato il The Rumble in The Jungle, 1974. La sfida tra titani con Foreman a Kinshasa, nello Zaire. Match dalla borsa plurimilionaria organizzato da Don King. Muhammad riconquista il titolo di campione del mondo mandando l’avversario al tappeto all’ottava ripresa. L’incontro divenne un documentario, When We Were Kings, per il quale il pugile di Louisville ricevette anche un premio Oscar.

Fenomeno all’interno del quadrato, Cassius Marcellus Clay Jr. è stato una figura di spicco nelle battaglie per i diritti civili, nella lotta a favore dell’integrazione e contro la guerra, in particolare quella del Vietnam, che rifiutò di combattere dopo la conversione all’Islam. In Usa, negli anni ’60, divenne una delle icone delle campagne antirazziste, insieme ai giganti Martin Luther King e Malcom X.

In questa intervista alla Bbc, Alì, parla di identità. “Nessun uomo bianco vorrebbe dare in sposa la propria figlia ad un nero…non ho mai visto, in Inghilterra o in Usa, una coppia formata da un nero ed un bianco uscire fieramente insieme al proprio figlio meticcio…”.

Colpito da Parkinson, Muhammad Alì non ha mai temuto di mostrare al pubblico i segni della malattia degenerativa. Una patologia gravissima, ma che non gli ha certo tolto la voglia di profondere impegno nel sociale.

Ma come vuole essere ricordato Muhammad Alì? L’ex campione del mondo ce lo disse moltissimi anni fa… Ascoltiamo…