In questa epoca di grandi incertezze sociali e politiche dove qualsiasi scelta sembra farci tornare indietro di anni luce, soprattutto dal punto di vista umano, emerge tra gli scaffali delle librerie un testo il cui titolo ci regala già l’idea di sogno e di speranza. Si tratta di “Muhammad Alì, il Pugno di Dio”, ultima opera di Paolo Marcacci, classe 1972, appassionato docente di lettere e ancor più intenso quando si dedica all’altra sua passione di scrittore e giornalista sportivo.

In quest’ultima opera, edita da Kenness, l’autore ripercorre le gesta e la vita di uno dei più grandi pugili dell’ultimo secolo: Muhammad Alì, al secolo come Classius Clay, l’unico sportivo che sia riuscito a restare celebre con entrambi i nomi e a conquistare il titolo di Campione dei pesi massimi e quello di pugile dell’anno.

Il racconto si snoda attraverso le gesta del campione che ha incantato il mondo con il suo modo di combattere e visto anche dall’occhio e dalle parole dei suoi grandi antagonisti tra cui Smokin” Joe Frazier che hanno speso la propria esistenza a contrapporsi a lui, avvalorandone ancora di più il suo mito.

Un campione e un uomo che con le sue scelte ha imposto all’America di pensare e di guardarlo dritto negli occhi. Una parabola umana e sportiva che a oggi non ha avuto eguali.