Prima la notizia del coinvolgimento di Adriano Galliani nell’inchiesta sul fallimento del Parma di Ghirardi, poi quella del possibile naufragio della trattativa con Mr. Bee a causa dell’arresto di Andrea Baroni, fiscalista socio di Tax & Finance, lo studio svizzero che assiste il broker thailandese: quella di ieri non sembrava esattamente la migliore delle giornate possibili, per l’AC Milan. Ma, in attesa di capire cosa succederà con Galliani (la cui posizione, tuttavia, sembra incontestabilmente sicura: non esiste modo di attribuire un valore oggettivo a un calciatore, e un’accusa grave come il concorso in bancarotta fraudolenta difficilmente potrà reggersi su una base tanto fragile) – oggi è arrivata la netta presa di posizione da parte di mister Taechaubol in merito all’affaire Baroni:

In relazione alle continue indiscrezioni e valutazioni totalmente arbitrarie e soprattutto prive di fondamento comparse in questi giorni sulla stampa”, si legge nel comunicato, “preciso di non aver mai avuto occasione di conoscere il dott. Andrea Baroni, il quale ovviamente non ha alcun ruolo nelle trattative in corso per l’acquisto del 48% dell’AC Milan. Trattative che“, chiarisce Mr. Bee,  ”proseguono secondo quanto concordato dalle parti. Ribadisco l’assoluta correttezza dei miei comportamenti e valuterò coi legali le azioni più opportune a mia tutela”.

Baroni è stato tratto in arresto nella giornata di ieri su richiesta della Procura di Milano con l’accusa di aver “movimentato” una serie di fondi esteri, alcuni dei quali riconducibili a Infront, la potentissima eminenza grigia del calcio italiano. Al momento non sussiste alcun collegamento reale tra questa vicenda e la scalata di Bee Taechaubol al Milan, se non il fatto di essersi avvalso dei servigi dello studio di cui Baroni è socio. E, di conseguenza, non esiste alcun motivo per cui l’indagine della Procura possa ostacolare, o addirittura mandare all’aria, la trattativa con via Aldo Rossi.

Naturalmente, il fatto di essere anche solo sfiorati da un’inchiesta giudiziaria non agevola il tuo lavoro, quando devi rastrellare 480 milioni di euro dai tuoi (ragionevolmente prudenti) finanziatori. E’ innegabile, insomma, che questo genere di notizie, ancorché non comprovate, diano fastidio e che, parallelamente, facciano comodo ad eventuali terze parti interessate.