La grande notte del Chelsea, che fa fuori all’ultimo amen il favorito PSG dalla Champions League (in contumacia di Ibra, ma questa è un’altra storia), è finita per diventare la grande notte di José Mourinho (foto by InfoPhoto). In realtà, la domanda è: sarebbe potuta andare diversamente? Non quando c’è di mezzo un principe del palcoscenico del genere, capace, come Snoopy, di essere al contempo irritante e irresistibile. Davanti alle telecamere non ce n’è per nessuno: addirittura, commentando il match con i colleghi di Sky, si è spinto fino ai confini dell’autoironia, che non é esattamente la specialità della casa. Ma il vero spettacolo l’aveva dato in campo, con quella corsa a perdifiato verso il mucchio selvaggio dei suoi giocatori che stavano festeggiando il gol-qualificazione.

Un’esultanza che ha ricordato da vicino la sfrenata reazione mourinhana al gol di Costinha, in un Manchester United-Porto di esattamente 10 anni fa. Non certo un gol qualunque, anzi. All’epoca, infatti, Mou era solo un promettente giovane allenatore che si trovava a sfidare nei quarti di finale di Champions League il grande United dell’ancora più grande Ferguson: passò a sorpresa il Porto, anche in quel caso grazie a una rete allo scadere, e Mourinho si fece 50 metri di corsa per andare a far festa coi propri giocatori. In seguito, il Porto riuscì a laurearsi campione d’Europa e Mourinho iniziò la sua arrampicata verso il mito.

Si potrebbe anche dire che a José, ultimo degli originali, non rimane altro che imitare se stesso. In realtà ci era balzato alla mente anche un altro esempio di folle corsa conclusa con una planata sul nugolo di calciatori: quella di Alberto Malesani, quando non era ancora diventato un fenomeno di internet, che festeggiò così un gol di Crespo allo scadere di un Parma-Juventus del 9 gennaio del 2000. Ma non sappiamo quanto possa far piacere un simile parallelo all’ayatollah di Setubal.